Ci sono opere dei grande Rinascimento italiano, da Carlo Crivelli a Lorenzo Lotto, da Vittore Carpaccio a Giampietrino. Frammenti di arte antica, testimonianze dell'eredità bizantina, capolavori dell'oreficeria medievale. È il virtuoso "bottino" messo a segno da "Restituzioni 2008", la quattordicesima edizione del programma di restauri, avviato più di vent'anni fa dalia Banca Cattolica del Veneto, condotto dal gruppo Intesa Sanpaolo in collaborazione con musei e Soprintendenze. Il progetto, coordinato da Carlo Bertelli, costituisce un importante esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Il gruppo bancario, infatti, si prende in carico di portare in salvo su segnalazione delle autorità competenti opere a forte rischio di conservazione. Per la prima volta l'area di provenienza delle opere si è estesa anche all'Italia meridionale. Accanto alle Soprintendenze della Lombardia e del Veneto e ai Musei Vaticani, si è aggiunta quest'anno la Soprintendenza di Napoli. E proprio dal tesoro della cattedrale partenopea provengono alcuni dei pezzi più importanti, come il «Reliquiario del sangue di San Gennaro», opera composita databile tra il XIV secolo e il 1676, il «Busto reliquiario» del santo patrono di Napoli, la «Stauroteca di San Leonzio», decorata da smalti che risalgono al XII secolo. Le circa ottanta opere restaurate saranno in mostra dal 29 marzo fino al 29 giugno alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo a Vicenza (orari: da martedì a domenica 10-18, info: 800.578875, www.palazzomontanari.com). Molti i capolavori, come il superbo «Trittico di San Domenico» dipinto da Carlo Crivelli 1482 per il convento dei Predicatori di Camerino e ospitato a Brera fin dai 1811.0 la pala del Lotto con l'«Elemosina di Sant'Antonino», dalla chiesa dei santi Giovanni e Paolo a Venezia, che segna il ritorno del pittore nella città lagunare nel 1525 dopo il soggiorno bergamasco. Accanto, una serie di opere costituiscono importanti frammenti di quella capillarità della storia che caratterizza il tessuto del territorio italiano. Ognuna in egual misura ci ricorda quanto sia fragile la bellezza del nostro comune patrimonio.