Si è conclusa con un protocollo d'intesa, siglato dai comuni di Reggio e di Mantova, e con uno scambio di reperti, che prevede l'esposizione in riva allo Stretto di una selezione della collezione egizia Acerbi, del museo civico di Palazzo Te, la vicenda relativa all'invio temporaneo delle opere ospitate presso il Museo nazionale della Magna Grecia, in occasione di una mostra che si svolgerà, appunto, nella città lombarda. L'ufficializzazione di questa soluzione è avvenuta nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno preso parte i primi cittadini di Reggio e di Mantova, Giuseppe Scopelliti e Fiorenza Brioni, insieme all'assessore alla cultura della città lombarda, Fabio Aldini, e all'assessore ai beni culturali di Reggio, Antonella Freno. In pratica, a Palazzo Piacentini, per un periodo uguale a quello della permanenza a Mantova dei tre reperti del museo reggino (il kouros, la testa di Basilea e quella di Medma), ovvero tre mesi, saranno in mostra 63 opere appartenenti a questa collezione, che doveva essere ospitata in alcune sale allestite a Mantova e la cui inaugurazione è stata posticipata: "dunque - ha specificato il sindaco Brioni - queste opere in modo inedito verranno messe in esposizione da voi". Scopelliti ha voluto sottolineare, in particolare, la collaborazione tra i due comuni, cui il protocollo ha dato il "la" e che, quindi, proseguirà con altre iniziative. Il giorno dopo la firma del protocollo, soddisfazione viene espressa, tra gli altri, dal delegato alla cultura, Antonio Nicolo, dal consigliere comunale Pasquale Molisani, e dal presidente del Centro studi Bosio, Pasquale Amato. Ma si registra anche il commento dell'assessore regionale Demetrio Nao cari, chiamato in causa in questi giorni dai manifestanti, perché intervenisse presso il ministro Rutellì. Naccari, in particolare, contesta la polemica e evidenzia l'impegno di Rutelli per il museo di Reggio, "tanto è vero - dichiara - che ne ha finanziato la riqualificazione con 17 milioni di euro".