Per la Settimana dei Beni Culturali ho deciso di tornare dopo molti anni a visitare il più importante museo etrusco del mondo: Villa Giulia, a Roma. Ero curioso di vedere Villa Poniatowsky espropriata nel 1992 per ingrandire il Museo. Appena varcata la biglietteria ho però scoperto che metà del Museo è chiusa per restauri e che 1'ampliamento, dopo 16 anni, ancora non s'è realizzato. Nelle sale aperte, accompagnato dal trillo dei cellulari dei custodi, ho potuto vedere sì la splendida collezione di ori antichi e moderni della famiglia Castellani, ma mancano all'appello le famose lamine d'oro di Pyrgi (l'odierna Santa Severa), in prestito, da gennaio - come leggo su un foglietto scritto a mano - ad una mostra itinerante a Barcellona. Di fronte a cartelli ben visibili di "vietato fumare", "area videosorvegliata" e "norme di comportamento in caso di emergenza" ho avuto maggiori difficoltà a leggere le didascalie delle opere, alcune anche bilingue italiano e inglese ma forse è colpa mia che, a 44 anni, sono costretto a portare gli occhiali da quando ne avevo 6. Peccato che la zona del Latium Vetus sia quasi al buio, forse per creare atmosfera, mentre quella dei Santuari è più didattica. Il Museo illustra la storia prima della colonizzazione romana e quindi supporti multimediali moderni stonerebbero con l'ambiente! Ho visto solo un computer ma spento. Nella sala dedicata a Palestrina, accanto alla famosa Cista Ficoroni, portagioielli cesellato, c'è l'avviso: "esposizione provvisoria", eppure oltre 15 anni fa le opere erano collocate nella stessa posizione, lo ricordo bene. Il giardino di Villa Giulia, dove si tiene il Premio Strega, è ben curato, e il ninfeo splendido. Infine, altro aspetto positivo: quando sono entrato un gentile signore mi ha regalato un opuscolo sulle opere esposte: ma è tutto scritto in tedesco. Con un sorriso il custode mi ha detto però che: "Dal Ministero si sono sbagliati, ci dovrebbero arrivare anche quelli in italiano, se ripassa, entro domenica, gliene metto una copia da parte".
Al Museo Etrusco di Villa Giulia. Una visita disastrosa
Il testo descrive una visita al Museo Villa Giulia a Roma, durante la Settimana dei Beni Culturali. Il museo è stato chiuso per restauri e l'ampliamento non è stato completato dopo 16 anni. Il visitatore ha potuto vedere la collezione di ori antichi e moderni della famiglia Castellani, ma alcune opere sono state esposte solo in prestito. Le didascalie delle opere sono state difficili da leggere a causa della mancanza di illuminazione nella zona del Latium Vetus. Il museo illustra la storia prima della colonizzazione romana e non utilizza supporti multimediali moderni. Il visitatore ha anche notato che alcune opere sono state esposte solo provvisoriamente. Il giardino del museo è ben curato e il ninfeo è splendido.
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