«Un nuovo Rinascimento italiano è possibile, se davvero tutti si rimboccheranno le maniche, da Nord a Sud, a destra e a sinistra, e se i politici non saranno sordi - ancora una volta - alle proposte, come la nostra, di chi ha davvero voglia di rendere sempre più bello il Belpaese». Alain Elkann, giornalista, scrittore, presidente di fondazioni, come quella del Museo Egizio di Torino, e di associazioni, come Mecenate 90, spiega in dettaglio il senso della sua iniziativa, non a caso denominata "Italia, paese della cultura e della bellezza", un contributo di idee e proposte concrete da 117 («ma ogni giorno arrivano nuove adesioni a decine», spiega Elkann) esperti e opinion leader del mondo della cultura, dello spettacolo, delle professioni e delle istituzioni. Un'iniziativa presentata due giorni fa Roma, soprattutto in considerazione del fatto che, nell'attuale campagna elettorale dei diversi schieramenti politici, sono assenti le politiche per la cultura. Silvio Berlusconi, però, è intervenuto commentando positivamente la sua iniziativa e ricordando alcune proposte del programma del Pdl in materia, come la destinazione del 3 per cento degli investimenti in grandi opere ai beni culturali e il 5 per mille per l'ambiente... «Per noi rappresenta un passo avanti il fatto che il leader dello schieramento di centrodestra sia così propositivo in campo culturale, campo in cui peraltro, tradizionalmente, la sinistra ha sempre mostrato un grande interesse. Mi auguro che lo facciano anche gli altri. Comunque, sto ricevendo telefonate di sostegno e adesione di esponenti di tutti gli schieramenti: da Giovanna Melandri, da Ermete Realacci, da Antonio Martuscello... Perché la nostra è una proposta trasversale». Come si spiega il fatto che, sino a oggi, ci sia stato tanto disinteresse? «La classe politica non sembra dare importanza al tema forse perché i "ritorni" della cultura sono a lungo termine e i politici sono più preoccupati per i risultati immediati. Questo è sconcertante, se si considerano i numeri altissimi dei visitatori dei musei. Le code davanti agli ingressi, come si è verificato anche durante le vacanze pasquali, sono talmente lunghe che c'è da chiedersi se i politici abbiano smarrito il senso della realtà. Questo fenomeno, poi, mi è chiarissimo ogni giorno, occupandomi del Museo Egizio di Torino». Qualche proposta concreta? «Ce ne sono molte. Ad esempio la defiscalizzazione per i privati, che dovrebbero poter detrarre dalle tasse una parte di ciò che sborsano per contribuire al miglioramento del patrimonio culturale, e questo agevolerebbe gli investimenti. Poi bisognerebbe incentivare la creazione di associazioni, formate da soci sostenitori, che si prendano in carico le più diverse iniziative culturali» Una sorta di nuovo mecenatismo... «Più che altro penso si debba tornare a coinvolgere le famiglie italiane, anche di livelli sociali diversi, nella "battaglia" per la conservazione dei nostri beni culturali. Perché il mondo ama ancora, appassionatamente, il Belpaese, di cui dobbiamo sempre essere orgogliosi».
Alain Elkann. Sogno una lobby della bellezza trasversale: Silvio ma anche...
Un nuovo Rinascimento italiano è possibile se tutti si rimboccheranno le maniche e i politici non saranno sordi alle proposte di chi ha voglia di rendere sempre più bello il Belpaese. Alain Elkann, presidente di fondazioni e associazioni, ha presentato un contributo di idee e proposte concrete da 117 esperti e opinion leader del mondo della cultura, dello spettacolo, delle professioni e delle istituzioni. L'iniziativa, denominata "Italia, paese della cultura e della bellezza", è stata presentata a Roma e ha ricevuto il sostegno di Silvio Berlusconi, che ha ricordato alcune proposte del programma del Pdl in materia.
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