Giorgio Rossini: «Non sappiamo con chi confrontarci». Ad Archeologia sono antiquati persino i computer Soprintendenze sull'orlo di una crisi di nervi. Non solo i finanziamenti sono drammaticamente all'osso, ragion per cui non si pagano più gli straordinari e le missioni degli esperti non vanno effettuate in giornate "lunghe", ma il personale diminuisce a vista d'occhio. E venendo meno le spese per il funzionamento, tutto manca: dalla cancelleria alla carta per le fotocopie (e pure quella igienica...). Quanto al sistema di computer è così obsoleto, dicono ad Archeologia, che si riceve una mail sì e due no. A fronte di una situazione economica sempre meno sostenibile, è molto preoccupante anche la condizione del governo stesso delle Soprintendenze. Ai Beni Storici e Artistici c'era da due anni Giuliana Algeri che ha deciso di pensionarsi non solo per raggiunti limiti di età ma anche per un modo di vivere la professione diventato insopportabile per sua stessa dichiarazione nei giorni trionfali della Settimana della Cultura in onda in questi giorni: una specie di velo adornato, dice la stessa Algeri, steso ipocritamente su una situazione di disfacimento. E se resta senza testa questa soprintendenza, e non si sa per quanto, lo è praticamente da sempre la Soprintendenza ai Beni Archeologici. Per venti anni ha avuto una reggente, Antonietta Spadea, quindi quando le reggenze sono state dichiarate "fuori norma" ecco spuntare l'escamotage della delega. Così l'attuale soprintendente ai beni archeologici del Lazio ha in delega anche il Veneto e la Liguria. Risultato: qua non si vede mai nessuno, e a fare le veci di un "fantasma" c'è Piera Melli, l'archeologa responsabile di Genova che peraltro in questi anni ha avuto il suo daffare nelle numerose campagne di scavo che hanno impegnato gli archeologi nel cuore antico del capoluogo. E mentre la direttrice di Palazzo Spinola, Farida Simonetti dichiara che se si va avanti così l'antica dimora (sede anche di un museo importante, che ha molto appeal sulle scolaresche e gli stranieri) potrebbe anche chiudere i battenti, è più cauto nel pessimismo, l'unico soprintendente in forze. Giorgio Rossini, che governa i beni architettonici e ambientali, tuttavia non vede un futuro promettente: «C'è un vuoto a livello centrale, tanto per cominciare. Non sappiamo con chi relazionarci. Non è ancora stato pubblicato il programma 2008 che fa riferimento anche ai finanziamenti. Le spese di funzionamento non sono state stanziate e quindi ogni spesa ordinaria ce la addossiamo». Ma non basta: «La Finanziaria ha proibito il rinnovo dei contratti dei comandati e cioè il personale prestato da altre amministrazioni. Così fra pochi mesi rimarrò senza tre architetti su dieci. Così mi resta scoperta buona parte di Genova e la provincia della Spezia». Rossini è l'unico in grado di rintracciare e di assicurarsi degli sponsor: riuscire per esempio a piazzare cartelloni pubblicitari sui restauri significa accappararsi del denaro che è ossigeno per diverse iniziative collaterali, convegni, piccole pubblicazioni, sui restauri stessi. Con qualche intralcio lungo il percorso, creato in un caso specifico dal Comune. Parliamo del monumento ai Mille di Quarto. Restaurato per metà. E per il quale è già stato finanziato il secondo lotto di lavori. Gli sponsor, tra i quali la Brc che ha montato gratuitamente i ponteggi che permettono anche di vedere da vicino i restauratori all'opera, sarebbero pronti ma il Comune vuole comunque far loro pagare la tassa per la pubblicità. E quindi l'iniziativa è per ora oggetto di trattativa. E se le soprintendenze piangono, non ride la cultura che gravita attorno al Comune. L'osservatorio Civis sarebbe in via di estinzione, comunque non svolge più il compito per il quale era stato costruito anni fa. Tra le altre sue competenze questa immensa mappatura di 2300 corpi di edifici attuata ai tempi dell'assessorato di Ennio Poleggi: lo storico insieme ad una equipe di esperti di cui facevano parte Mannoni e Buti ha quindi mappato tutta la città antica e ha incaricato due matematici di trasferire tutto su un database. Un lavoro unico in Italia. Ma la città lo ha perduto: costruito proprio per consentire ai costruttori che intervengono o restaurano nel centro storico di sapere come e dove mettere le mani. Mappatura che non sarebbe più consultabile.
Allarme Soprintendenze: manca anche la carta
La Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio è in crisi economica e organizzativa. I finanziamenti sono drammaticamente ridotti, il personale diminuisce e le spese per il funzionamento sono state eliminate. La situazione è aggravata dalla mancanza di un programma 2008 che stabilisca i finanziamenti per il prossimo anno. Il governo non ha ancora pubblicato il programma, e le spese di funzionamento non sono state stanziate. La crisi ha anche colpito la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto e della Liguria, che hanno in delega il soprintendente del Lazio.
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