L'allarme. Le associazioni: dimenticato un simbolo di Milano. Il Comune: via al restauro conservativo La Soprintendenza: servono 300 milioni I residenti: scandalo degrado alla darsena A marzo 25 interventi di recupero del Naviglio Grande. L'assessore Simini: «Investimenti per 6,5 milioni di euro» I Navigli si sgretolano. Crepe nelle sponde, buchi negli argini. Le alzaie cedono, si sbriciolano. E alla fine crollano. È successo alla Darsena, in agosto: è stato necessario puntellare i muri, sette mesi di lavori, milioni di euro in cemento. Solo nell'ultimo mese sono state messe altre 25 pezze al Grande. Il presidente di Navigli Lombardi, la non profit che gestisce la rete, Emanuele Errico, lo dice chiaro: «Il 70 delle sponde è fortemente degradato, servono 300 milioni di euro per il recupero». Cento-dieci chilometri sono instabili, «a rischio crollo». Problema: in questi anni «è mancato un piana di restauro organico», dice Libero Corrieri, ispettore della Soprintendenza ai Beni culturali. La Darsena, poi, è «in condizioni disastrose», osservano i cittadini. Il piano, ora, è quasi pronto. Un abaco delle priorità. È la settimana della cultura, la promuove il ministero per i Beni culturali, Assimpredil mette il tema a convegno, ieri: «Restauro e valorizzazione del Naviglio Grande». Titolo che andrebbe integrato con «monumento nazionale», aggiunge Corrieri. Che l'acqua è un patrimonio ambientale e simbolo di Milano per l'Expo, con il genio di Leonardo da Vinci. Un monumento corrotto, però. Navigli Lombardi l'ha verificato con una Tac informatica, riprese stereoscopiche e sistema di navigazione virtuale. Si chiama Vedo. E infatti: ecco le foto dello sfacelo degli argini, di 350 tra ville e palazzi abbandonati lungo i canali, di 29 conche diroccate e almeno potenzialmente utilizzabili per produrre elettricità. Empio Malara è il presidente dell'associazione Amici dei Navigli: «Ci troviamo a recuperare sessant'anni di degrado e interventi non coordinati tra loro». Un esempio lo porta Errico: «I ponti sul Pavese impediscono il passaggio dei battelli». E poi ci sono gli approdi ammalorati, i parapetti che cedono. Trecento milioni sono solo «gl'investimenti d'urgenza», ma servirebbe un miliardo di euro per rimettere a nuovo i canali Grande, Pavese, Martesana, Bereguardo e Paderno. Tanto, forse troppo. Dunque? «Il contributo dei privati è indispensabile». Sponsor e aziende. Lo strumento potrebbe essere quello della perequazione: restauri tot chilometri di sponde e costruisci alberghi e beauty forra vista Naviglio nelle case dismesse. Nel triennio 2005-2007 Palazzo Marino ha speso 10 milioni di euro per consolidare le sponde cittadine e rifare cinque passerelle. «L'attenzione ai Navigli è doverosa e sentita», sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini. Nel 2008 è previsto un investimento di altri 6,5 milioni di euro. Un consiglio? «Sfruttare la potenzialità della navigazione turistica», suggerisce Malara. Il sogno: «Aprire la tratta da Abbiategrasso a Turbigo prima del 2015». Intanto, la Darsena affoga. Sopralluogo di ieri: cantiere dei box bloccato, Mura Spagnole ritrovate e poi consegnate alle erbacce, uno scooter scaricato nel bacino, rifiuti, graffiti, topi. «Uno scandalo», attacca Gabriella Valassina, portavoce del Comitato Navigli. Chiusa la pista di pattinaggio, dal 24 febbraio galleggia nell'ex porto la piattaforma del patinoire con faro e spazio bar. Tubolari parcheggiati nella melma. Navigli Lombardi spiega che servirà, da fine di aprile, come scuola di vela. Ma il soprintendente Alberto Artioli è stanco di aspettare, i permessi non ci sono e la situazione è «inaccettabile». Una discarica. Il balcone di Bruno Nunziati dà proprio sulla Darsena: «È un letamaio da cinque anni». La puzza è insopportabile.