Bloccata la performance di Greenaway. Il sovrintendente: troppi rischi per l'opera di Leonardo Sgarbi: una scelta da dittatore. Gli organizzatori: pronti a modificare il programma La performance del regista britannico potrebbe essere spostata nella sala delle Cariatidi a Palazzo Reale Niente show di luci sul Cenacolo. Lo spettacolo del regista Peter Greenaway dev'essere rivisto, modificato. Dopo le polemiche e i dibattiti tra gli storici dell'arte, ieri è arrivato il parere negativo della sovrintendenza regionale: le proiezioni di Greenaway potrebbero danneggiare il dipinto ed è inopportuno usare un'opera originale per altri scopi. Risultato: settimana prossima verrà presentato un progetto alternativo che dovrà passare ancora una volta al vaglio della sovrintendenza. Gli organizzatori del Salone del Mobile sono pronti a cambiare il programma. Si cerca una mediazione e spunta l'ipotesi del trasferimento dello show a Palazzo Reale. Ma l'assessore Vittorio Sgarbi attacca: scelta dittatoriale della sovrintendenza. Niente luci e suoni firmati Peter Greenaway sul Cenacolo. Almeno non come era stato progettato dal regista inglese. Dopo le polemiche è arrivato il verdetto della sovrintendenza regionale: negativo. Per due ordini di motivi. Una di carattere tecnico-conservativo: le proiezioni del regista britannico sul capolavoro di Leonardo potrebbero danneggiare l'opera. Il secondo di carattere culturale: è inopportuno usare un'opera originale per altri scopi. Risultato: settimana prossima verrà presentato un progetto alternativo che dovrà passare ancora una volta sotto il vaglio della sovrintendenza. Quindi, la kermesse, organizzata in occasione del Salone del Mobile, a partire dal 16 aprile, dovrà cambiare volto. E i tempi sono strettissimi. Bisogna anche capire quale sarà la reazione di Greenaway che già aveva «animato» La ronda di notte di Rembrandt al Rijksmuseum di Amsterdam. Se sarà possibile «rimodulare» il progetto mantenendo come sfondo il Cenacolo, abbassando la potenza dei proiettori, mettendo delle cuffie per i suoni, diminuendo il numero di visitatori, aumentando il tempo tra una visita e l'altra. Ma in realtà le osservazioni della sovrintendenza, dell'Istituto centrale di ricerca e del Comitato Tecnico Scientifico del ministero dei Beni culturali lasciano poco spazio alle speranze: il combinato disposto del calore dei proiettori unito al vapore acqueo degli spettatori e alle polveri sottili presenti nell'area può arrecare danni all'affresco che proprio per come è stato dipinto da Leonardo è soggetto a un lento deterioramento. C'è poi l'altro discorso: quello che riguarda l'utilizzazione di opere originali per altri scopi. Il sovrintendente Gino Famiglietti fa capire che per un'installazione del genere potrebbe essere utilizzata tranquillamente una copia fedele del Cenacolo, senza mettere a rischio l'opera originale. Ed è proprio questa la via d'uscita indicata dal Comune con l'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi: utilizzare una copia dell'Ultima Cena spostando lo show a Palazzo Reale nella sala delle Cariatidi. Ma non è assolutamente detto che questa sia la strada voluta dal Cosmit (gli organizzatori del Salone del Mobile e dell'happening di Greenaway. Ieri c'è stata una lunga riunione con il sovrintendente. Conclusa con la decisione di «modificare il progetto». «I vertici del Salone del Mobilesi legge nel comunicato del Cosmit si sono impegnati a presentare una rimodulazione del progetto dell'Ultima Cena di Leonardo di Peter Greenaway che tenga conto delle osservazioni del Comitato Scientifico». Sottolineano la volontà «di rispettare fino in fondo tutti i vincoli che rendono necessaria la massima cautela per garantire la conservazione di un patrimonio così prezioso». Ma sottolineano anche la volontà di andare avanti: «Riteniamo altresì concludono che nel rispetto di tali vincoli debba essere mantenuta la possibilità di realizzare l'evento progettato per la settimana del Salone del Mobile, quando la nostra città è come ogni anno sotto l'occhio ammirato, ma anche critico, di operatori culturali e commerciali, giornalisti e personalità diverse, che vedono appunto nel Salone del Mobile a Milano la manifestazione per eccellenza della creatività italiana». Sgarbi: una scelta da dittatore Lo stima. E lo ha ripetuto in più di un'occasione. Ma l'intervento del sovrintendente Gino Famiglietti sul Cenacolo non è piaciuto a Vittorio Sgarbi: «Non può venire a Milano e fare il dittatore. Chiedo che almeno per l'inaugurazione si possa utilizzare il Cenacolo per l'installazione di Greenaway, poi spostiamo tutto su una copia nella sala delle Cariatidi». Assessore, ma ci sono le analisi dell'Istituto centrale del restauro che dicono che l'affresco può essere danneggiato. «Quello dell'Istituto di restauro è un atto di terrorismo. Non è la prima volta che succede. La stessa persona che ha attaccato l'opera di Greenaway ha provato a fermare il restauro degli affreschi di Mantegna a Padova. E noi lo abbiamo fermato. Lo fermeremo ancora». Come? «Al nuovo ministro della Cultura del nuovo governo chiederò che l'Istituto sia commissariato». Ma ci sono dei dati, delle analisi. «Se è vero che Rembrandt è molto più fragile non si capisce perché ad Amsterdam abbiano permesso a Greenaway di proiettare luci e suoni. E non si capisce perché al Louvre tempestano di flash la Gioconda. Non si possono inventare cose fasulle e bisogna aver rispetto delle politiche cittadine». Che vuol dire? «Che c'era stato un parere favorevole del precedente sovrintendente. C'era stato il via libera del sindaco Moratti e il mio». Che cosa accadrà? «Spero che prevalga il buon senso e che rivedendo il progetto, abbassando la potenza dei proiettori, facendo mettere ai visitatori delle cuffie, si possa fare». Altrimenti? «Altrimenti noi abbiamo già chiesto a Madrid di farci una copia perfetta del Cenacolo che sarà messa a Palazzo Reale nella sala delle Cariatidi e lì si potrà vedere l'installazione di Greenaway. Ma chiediamo che almeno per l'inaugurazione si possa usare il vero Cenacolo».
Cenacolo, vietato lo show di luci
Il sovrintendente Gino Famiglietti ha bloccato la performance di Peter Greenaway sul Cenacolo di Leonardo da Vinci a Palazzo Reale a Milano. La sovrintendenza ha espresso preoccupazioni per la sicurezza dell'opera d'arte, a causa delle proiezioni di luci e suoni del regista britannico. Gli organizzatori del Salone del Mobile hanno deciso di modificare il progetto e di presentare un nuovo evento. L'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi ha criticato la decisione del sovrintendente, affermando che è una scelta da dittatore. Sgarbi ha anche chiesto di utilizzare una copia del Cenacolo per l'inaugurazione e di spostare l'evento nella sala delle Cariatidi.
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