LE NOMINE decise per il conferimento degli incarichi dirigenziali di seconda fascia presso il ministero per i Beni Culturali sono assolutamente folli e incomprensibili». È dura la presa di posizione di Gianfranco Cerasoli, segretario nazionale di Uil Beni Culturali, quando ha sotto gli occhi il primo elenco di nominativi e le rispettive destinazioni definite nella riunione fiume di ieri l'altro, in via del Collegio Romano, dai direttori regionali ai Beni Culturali e dai segretari generali di settore del ministero di Rutelli. Altrettanto pesante la dichiarazione congiunta di Claudio Calcara (Cisl) e Libero Rossi (Cgil) che sottolineano come «a nulla valgono i curricula di coloro che aspirano ai vari incarichi, carta straccia lo stato di servizio, l'efficienza». Insomma, sarebbe del tutto sbagliato, per i sindacati, il progetto di riassetto voluto dal ministro Francesco Rutelli. E questo, senza conrare i malumori emersi tra i dirigenti quando hanno saputo della nuova (o vecchia, ma insopportabile) destinazione Tra l'altro, i posti non sono stati coperti nella loro totalità. Restano vuote soprintendenze importanti quali quella ai Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Napoli (con esclusione della città) Benevento e Caserta, con sede a Napoli, per la quale viene indicato, ma senza alcuna certezza, Maurizio Galletti. I posti vacanti, solo alcuni, dovranno essere obbligatoriamente coperti entro oggi. .Altri ancora, si tratta dei vincitori di concorso da Storico dell'arte e Bibliotecario, dovranno essere attribuiti entro il 2 maggio. La Campania vede la rotazione dei Soprintendenti archeologi Pietro Giovanni Guzzo, che dalla soppressa autonoma Pompei passa alla neo maxisoprintendenza napoletana, di Maria Luisa Nava, che da Napoli si sposta a Salerno, rimodellata in Salerno e Avellino, di Mario Pagano, che assume l'incarico della nuova soprintendenza nata con i distacchi dalle soprintendenze di Benevento e Avellino. Ci sarà poi la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Salerno e Avellino con sede a Salerno, guidata da Salvatore Abita. Quindi, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Salerno e Avellino con sede a Salerno, che va a Stefano Gizzi. Enrico Guglielmo prende la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Caserta e Benevento con sede a Caserta. Nicola Spinosa resta alla guida del Polo Museale napoletano e acquisisce anche il territorio storico e artistico della città di Napoli. Ancora senza titolare resterà il posto all'Archivio di stato di Salerno. Nessun provvedimento è stato preso per gli altri istituti culturali campani: la Soprintendenza Archivistica per Campania, con sede a Napoli; l'Archivio di Stato di Napoli; l'Archivio di Stato di Caserta e la Biblioteca nazionale di Napoli, alla cui guida dovrebbe rimanere Mauro Giancaspro. Altri posti prestigiosi, in campo nazionale come la soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma o la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare vanno rispettivamente a Angelo Bottini e a Giovanna Nepi Sciré. Così come Caterina Bon Valsassina copre il posto dell'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, che subentra all'Istituto centrale del restauro.