Il piano-bar nascosto sotto la sabbia. Sigilli della Forestale a Villa Rey, hotel di Roberto Mancini. Il locale abusivo di 520 metri quadrati si trova sulla spiaggia a 55 metri dalla battigia in una zona sottoposta a vincolo ambientale totale. Castiadas. Sotto la piscina, a 55 metri dal mare, praticamente sulla spiaggia, una costruzione di 520 metri quadrati, alta due metri e 60, probabilmente da adibire a piano bar, ritrovo notturno ben lontano dalle stanze dell'albergo. Non era previsto nel piano di ristrutturazione e ampliamento dell'hotel Villa Rey, lungo il litorale di Castiadas, ma era strategicamente importante nei piani dei titolari della struttura turistica. Così l'ordine è arrivato all'impresa edile che l'ha eseguito: costruita, poi nascosta con un muro e quindi addirittura sotterrata sotto metri di sabbia. A scoprirla sono stati gli esperti del nucleo investigativo del Corpo Forestale, incaricati dal magistrato della Procura di Cagliari Andrea Massidda, di effettuare i controlli nella proprietà della società Due Palme di Roma, dietro la quale c'è Roberto Mancini, allenatore dell'Inter e prossimo imprenditore turistico nel Sud Sardegna. Le denunce. Immediatamente sono scattati i sigilli e le denunce per l'amministratore delegato della società Due Palme, l'avvocato Stefano Gagliardi di Roma, per l'architetto progettista Marianna Gagliardi, per il direttore dei lavori Luigi Giglio, e per il titolare dell'impresa costruttrice Cenzo Zaccheddu, imprenditore edile di Selargius. Sono accusati di aver realizzato abusivamente la struttura (1400 metri cubi) in una zona vincolata da tutela integrale, vista la vicinanza della spiaggia. Rischiano fino a centomila euro di multa, sino a 4 anni di carcere, oltre alla demolizione della struttura e al ripristino dei luoghi. Non è la prima volta che, secondo gli inquirenti, un simile stratagemma viene utilizzato. Anche in Cista Smeralda, di recente, sono state scoperte costruzioni abusive sotterrate per evitare che venissero scoperte dalle rilevazioni aeree o satellitari. Così anche il locale sotto la piscina del Villa Rey era stato occultato. Ma gli occhi esperti degli investigatori della Forestale sono stati messi in allarme dalla sabbia smossa e da quel muro realizzato a ridosso dalla piscina. La cubatura. Non è l'unica irregolarità riscontrata nell'albergo di Roberto Mancini, che pure, rispetto all'hotel preesistente realizzato negli anni 70 ed abbandonato nel 1980 aveva ottenuto un sensibile aumento della cubatura (da 6 mila a 7451 metri cubi). In particolare, un'altra struttura nel corpo centrale dell'hotel, che avrebbe dovuto essere sotterrata, è risultata avere finestre ed essere situata al di sopra del livello del terreno. Il controllo non è stato casuale. Ad innescarlo era stato un esposto degli ambientalisti del Gruppo d'Intervento Giuridico (particolarmente attivi su questo fronte) guidati da Stefano Deliperi, che contestava la concessione dell'aumento di volumetria. L'iter. Procedura rocambolesca, ma regolare, stando a quanto ricostruito dal Corpo forestale. La società Due Palme aveva presentato il progetto di ristrutturazione e ampliamento al Comune di Castiadas nel 2005 e l'amministrazione aveva inoltrato gli atti alla Regione. Qui l'ufficio tutela del paesaggio aveva annunciato un no all'aumento del 25 per cento rispetto all'esistente rudere sulla spiaggia. Ma la comunicazione ufficiale non era arrivata nei termini di legge, così la Sovrintendenza ai beni ambientali che aveva dato via libera senza tenere in considerazione il parere negativo dell'ufficio per la tutela del paesaggio. La licenza edilizia era stata firmata dal Comune di Castiadas, guidato allora dal sindaco Eugenio Murgioni (consigliere regionale di Forza Paris), il 24 maggio del 2006, il giorno prima dell'entrata in vigore del piano paesistico regionale che avrebbe bloccato tutto.