«HO APPRESO di quella lettera con divertita curiosità. Ovviamente non l'ho ricevuta perché è stata intercettata prima. Ma non mi cambierà per niente la vita». Il professor Giorgio Bonsanti, già soprintendente all'Opificio delle pietre dure e portavoce degli intellettuali che alla vigilia del referendum si sono schierati a favore della tramvia, commenta le minacce e i proiettili senza scomporsi più di tanto. «Non sono spaventato affatto - dice il professore da casa sua -e certamente la lettera non modificherà le mie abitudini. Mi dicono che c'è un chiaro riferimento alla tramvia. Ma sono restio a mettere in connessione il dibattito sulle idee con fatti di questa natura. Il clima è certamente avvelenato in città, lo era anche prima del voto. Avrei preferito che non lo fosse, che la discussione rimanesse nei binari consueti. Queste minacce non cambiano il quadro». «Solidarietà al sindaco di Firenze Leonardo Domenici e all'ex soprintendente all'opificio delle pietre dure professor Giorgio Bonsanti, ai quali è stata indirizzata una busta con un proiettile calibro '9x21' e la scritta "No al tram nel centro storico"» Così Andrea Barducci (nella foto sopra), coordinatore metropolitano del Pd Firenze, e Giacomo Bil-li, coordinatore cittadino, subito dopo la notizia del rinvenimento delle lettere. «Riteniamo che un atteggiamento così intimidatorio non appartenga alla vita democratica della città e debba essere isolato da tutte le forze sociali e politiche della nostra comunità. La campagna di disinfomazione spesso violenta alimentata nel corso dei mesi da una parte del centrodestra ha creato un clima di tensione per cui questi episodi hanno trovato terreno fertile, lasciando spazio a facinorosi il cui atteggiamento va isolato e condannato. Dichiarazioni come quelle del capogruppo Udc in Palazzo Vecchio Mario Razzanelli non ha fatto altro che creare tensioni inutili a chi sta lavorando per la costruzione di una infrastnittura necessaria per il miglioramento della viabilità cittadina». Parole di dura condanna arrivano anche dall'assessore di Palazzo Vecchio, Riccardo Nencini: «Siamo di fronte a un veleno che continua la demonizzazione di un mezzo di trasporto introducendo ora anche elementi di minaccia fisica alle persone. Solo il buon senso, la cultura, la comprensione dei cittadini sono l'antidoto a queste cose. Solo con la partecipazione si possono sconfiggere questi problemi, Detto questo auspico che al più presto questo brutto episodio possa essere risolto con l'individuazione dei colpevoli da parte delle forze dell'ordine». Rimane quasi senza parole il vicesin-daco Beppe Ma-tulli: «E' il segno della caduta di una capacità di dialogo civile. Non pensavo che si potesse arrivare a tanto. Siamo all'assenza totale di argomenti, la degenerazione è notevole. L'unica vera reazione a queste cose è avviare un ragionamento in termini civili e positivi. Un confronto approfondito è l'unica risposta. È d'altra parte il confronto è in corso dal 18 febbraio. E proprio per volontà del sindaco che quando ha commentato i risultati del referendum ha detto chiaramente che al di là della percentuale dei fiorentini che hanno espresso contrarietà alla tramvia, c'è comunque il diritto da parte di tutti i cittadini, quelli direttamente coinvolti e non, di conoscere nei dettagli il progetto esecutivo delle linee due e tre». Infine il segretario regionale del Pd. Andrea Manciulli: «Il PD della Toscana esprime la propria solidarietà a Domenici e Bonsanti e una condanna ferma verso questi gesti intollerabili. La contrarietà ad una decisione amministrativa che riguarda la città, come quella di realizzare un tram, non può arrivare a gesti così estremi. Ci vuole una reazione ferma e una moderazione dei toni che una città come questa merita».