CERNOBBIO "Salviamo il Lago di Como dall'assalto del cemento e dalle dissennate aggressioni". Con quest'appello, un comitato costituito a Cernobbio, rappresentato da Darko Pandakovic, architetto e sindaco di Brunate, Carlo Bonetti responsabile della sezione del Partito democratico e Domenico Zumbé consigliere comunale della uscente amministrazione, attraverso una raccolta di firme già iniziata, intende sollecitare interventi mirati da parte del ministero dei Beni culturali, della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggio, del presidente della Regione Lombardia e dei presidenti delle ammistrazioni provinciali di Corno e Lecco. A fronte di diverse iniziative locali avviate da associazioni e gruppi, ultima in ordine di tempo quella in via di costituzione a Ossuccio per iniziativa di Piero Boacone e Roberto Ruspi, è emersa la necessità di un coordinamento a livello territoriale, supportata dalle firme di cittadini sensibili al problema che a difesa dell'ambiente e del paesaggio vede schierati anche diversi operatori turistici, primo tra tutti il decano degli albergatori lariani, Italo Taroni di Moltrasio. Nell'appello il comitato cemobbiese, che ha istituito il recapito di posta elettronica www. salviamoillagogmail.com, sottolinea che "la situazione è della massima emergenza per la crescente intensità con cui le rive si stanno riempiendo di nuove e massicce costruzioni, intasando il fragile sistema territoriale sull'orlo di un inesorabile collasso". Secondo i promotori dell'iniziativa, "le singole amministrazioni locali dovrebbero essere sostenute con idonei strumenti culturali, normativi e finanziari nel compito di valorizzare il territorio salvaguardandone i valori paesaggistici, incentivando la fruizione collettiva con promozione di un equilibrato e sostenibile sviluppo turistico e economico". Segue la richiesta di una maggiore tutela attraverso appropriati interventi legislativi straordinari rivolta al ministero e agli enti territoriali, prima che sia troppo tardi e non rimanga quasi più nulla di un patrimonio culturale universalmente riconosciuto. In concreto, viene chiesto «di riconoscere a tutto il lago e ai suoi versanti il vincolo di interesse pubblico ai sensi dell'articolo 139 del Codice Urbani, vengano rivisti i sistemi di delega, insieme al rafforzamento del ruolo della Soprintendenza, considerando prioritaria la tutela, inscuidibile dalla valorizzazione e fruizione del territorio». Ai responsabili viene inoltre richiesto di bloccare immediatamente il dilagare irrazionale e incontrollato dello sviluppo edilizio in attesa di un'auspicabile appropriata pianificazione che definisca in modo organico, con la partecipazione di tutti gli enti territoriali [regione, provincia, comuni) criteri per una sostenibile valorizzazione del territorio lariano. Tra le adesioni finora raccolte, oltre 300, ci sono quelle di Fiammetta Lang per Italia Nostra, Silvio D'Errico del Fai, di Legambiente, WWF. Jubilantes, del presidente e della vice-presidente della società Ortoflorico-lacomense Emilio Trabella e Luisella Monti, di Manuela Nuti del comitato Rive Laglio, Antonio Proietto e Giovanna Galeazzi del comitato Salviamo le rive di Blevio, Mauro Guerra sindaco di Tremezzo. Si aggiungono le firme di ingegneri, architetti, imprenditori, docenti, musicisti, dirigenti scolastici oltre a Daniele Guardoni pluricampione del mondo di canottaggio e Marco Tardelli, già calciatore ora allenatore. «Nell'immediato - annunciano Darko Fandakovic, Carlo Bonetti e Domenico Zumbé - in varie località del lago verranno allestiti gazebo per la raccolta delle adesioni da parte di cittadini che vogliono manifestare la loro preoccupazione per l'aggressione che il lago sta subendo. Siamo certi che l'azione intrapresa scuoterà molte coscienze)».
CERNOBBIO - Raccolta di firme per salvare il lago dal cemento
Un comitato di cittadini di Cernobbio ha lanciato un'appello per salvare il Lago di Como dall'assalto del cemento e dalle aggressioni. Il comitato, formato da diverse personalità locali, richiede interventi mirati da parte del ministero dei Beni culturali, della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggio, del presidente della Regione Lombardia e dei presidenti delle amministrazioni provinciali di Corno e Lecco. I promotori dell'iniziativa sostengono che la situazione è di emergenza per la crescente intensità con cui le rive si stanno riempiendo di nuove costruzioni, intasando il fragile sistema territoriale.
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