Una eccezionale scultura in pietra locale, raffigurante un leone, il cui originario utilizzo era, con molta probabilità, di tipo funerario, sarà presentata al pubblico questa mattina, alle ore 11, presso l'ex carcere borbonico. Il manufatto, pressoché di grandezza naturale, è stato rinvenuto durante gli scavi sistematici, condotti presso il castello di Avellino, insieme ad altri preziosi materiali che risalgono ad epoca precedente il Medioevo. La presentazione, che lascia presagire nuovi scenari sulla vita della prima comunità avellinese in epoca romana, sarà curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Avellino, Salerno e Benevento, in collaborazione e con il patrocinio del comune di Avellino. Il manufatto sarà esposto al pubblico in concomitanza con la decima manifestazione nazionale «La settimana della cultura: una festa per tutti», organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il rivenimento del leone apre la strada a nuove ipotesi sugli insediamenti abitativi nel capoluogo nell'età romana anche in considerazione dei siti archeologici di Atripalda e di Mirabella Eclano. E anche la storia del Castello di Avellino si arrichisce di ulteriori emelenti. Nella presentazione di oggi gli esperti della Soprintendenza faranno il punto anche sulle campagne di scavo in atto nella nostra provincia. Nella settimana della cultura anche l'Irpinia sarà in grado di mostrare a tutti il suo ricchissimo patrimonio culturale. Si potranno visitare gratuitamente i musei, i monumenti e i siti archeologici gestiti dallo Stato che testimoniano la presenza abitativa sul territorio dal Neolitico ad oggi. L'occasione sarà propizia per far conoscere, ad un più vasto pubblico, la ineguagliabile storia di questa terra che, fin dalla più remota antichità, ha rappresentato la cerniera naturale tra il Tirreno e l'Adriatico. Servirà anche a veicolare, in modo coinvolgente, le azioni di tutela, di conservazione e di valorizzazione che compiono, ogni giorno, le Soprintendenze. La locandina con l'immagine del leone di pietra rinvenuto nei pressi del Castello Longobardo di Avellino