Lo avevano già ribattezzato il manifesto dei 101, come quelli della anca, ma nelle ultime ore le adsioni al documento che porta la firma dello scrittore e presidente della Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino, Alain Elkann, per rilanciare la cultura del bello nel paese che ne è la culla, sono aumentate a dismisura. Oltre a quella di Elkann, che è anche presidente di Mecenate 90, lassociazione che svolge attività di promozione, valorizzazione e gestione dei beni culturali e che ha promosso liniziativa, e a quella di Riccardo Viale, presidente della Fondazione Rosselli, il think tank nel cui cda sono rappresentate alcuni tra le maggiori reltà imprenditoriali, istituzionali e bancarie italiane, ci sono quelle, solo per citarne qualcuna, del direttore dorchesta Uto Ughi, di Giampaolo Letta, ad di Medusa Film, di Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della moda italiana, di Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, di Daniel John Winteler, presidente di Federturismo Confindustria e di Alpitour, dellarchitetto Massimilano Fuksas, del regista Pupi Avati, del cantante Lucio Dalla o quella delleditrice Martina Mondadori. Tutti daccordo nel sottoscrivere il manifesto bipartisan elaborato da Elkann per rilanciare la cultura e il bello come motore delleconomia del Belpaese. Il progetto passa attraverso la televisione, larchitettura, il cinema, i libri, lartigianato, i musei, il design, la musica, le città darte le tecnologie e, naturalmente, il fisco, per sottoporre al mondo della politica una serie di soluzioni per "sfruttare" al meglio le enormi potenzialità del made in Italy culturale, troppo spesso sottovalutato o volutamente avvilito. Come per esempio la televisione. Il manifesto, firmato anche da Pippo Baudo, chiede, per esempio, che tv, radio, mass media e internet si impegnino a comunicare valori e contenuti «per avvicinare un sempre maggior numero di cittadini al bello». E servizio pubblico radiotelevisivo, così, dovrebbe rivedere i propri palinsesti e inserire programmi dedicati al teatro, alla musica, ai libri, alla danza o ai libri «con nuovi linguaggi che ne favoriscano la godibilità da parte di un vasto pubblico», e non dovrebbe più relegare ad orari impossibili la trasmissione di programmi culturali o di valore etico e formatico La Rai dovrebbe poi promuovere fiction «che presentino e rappresentino luoghi e stili dì vita italiani» e comunque «conservare la memoria storica del paese in film che raccontino figure di grande rilievo»; ma anche garantire la messa in onda di film italiani in prima serata o destinare parte delle risorse della Rai per la produzione e lacquisto di opere cinematografiche italiane ed europee. Il manifesto, intitolato «Italia, paese della cultura e della bellezza» chiede ai futuri governanti che le politiche di promozione del turismo siano centralizzate e non più disperse in «una comunicazione distribuita in mille canali di scarso impatto complessivo», e che vengano sviluppati progetti di integrazione tra diversi tipi di turismo (culturale, congressuale, balneare, enogastronomico, religioso, termale etc) «per rendere più forte e, per certi versi. unica, la destinazione Italia». Ma è soprattutto alla leva fiscale che il pacchetto di Elkann dedica molte parti (la spesa pubblica statale per beni e attività culturali rappresenta solo lo 0,30 del bilancio dello Stato, e colloca lItalia al 10 posto in Europa). In materia di turismo, per esempio, andrebbe riallineato il sistema fiscale italiano a quello degli altri paesi europei (per esempio sullIva: in Italia laliquota applicata al settore è al 10, contro il 5,5 della Francia). Per promuovere sovvenzioni da parte di privati per la salvaguardia e la valorizzazione di beni culturali, il documento propone che i contributi diano diritto a crediti dimposta pari al 15-20 della somma versata da utilizzare per la dichiarazione dei redditi di quellanno o di anni successivi.
BENI CULTURALI - Elkann scrive il programma bipartisan per il Belpaese
Il manifesto "Italia, paese della cultura e della bellezza" di Alain Elkann, presidente della Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino, e di Riccardo Viale, presidente della Fondazione Rosselli, chiede di rilanciare la cultura e il bello nel paese. Il documento, firmato da molti personaggi del mondo del cinema, della musica, dell'arte e della politica, propone soluzioni per sfruttare al meglio le enormi potenzialità del made in Italy culturale. Il manifesto chiede che la televisione, la radio, i mass media e internet si impegnino a comunicare valori e contenuti per avvicinare un sempre maggior numero di cittadini al bello.
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