QUANDO SCRISSE il trattato Vite de più eccellenti architetti, pittori et cultori italiani, da Cimabue insino a tempi nostri, sicuramente Giorgio Vasari non pensava che limmenso patrimonio da lui lasciato in eredità sarebbe stato oggetto di decenni di controversie legali. Altrimenti vi avrebbe inserito anche vita, gesta e sapere di qualche avvocato, giudice o esperto forense dellepoca. Sicuramente avrebbe reso la vita più facile al conte Giovanni Festari, romano trapiantato a Chianni, nella bellissima campagna toscana, unico erede dellarchivio "Rasponi Spinelli" contenente le cosiddette "Carte Vasari". Dal 1990 dopo aver casualmente ritrovato, un anno prima, il contratto di deposito del 1921 e tutto linventariodellarchivio appartenuto alla zia, contessa Rasponi Spinelli, morta nel 1985, Festari inizia le rivendicazioni intentando una causa contro il Comune di Arezzo che ha la custodia su "Casa Vasari" dove si trovano le "Carte". I Rasponi Spinelli sono proprietari dellarchivio Vasari dal 1686, avendolo avuto il senatore Buonsignore Spinelli dalle mani del sacerdote Francesco Maria Vasari, ultimo erede e discendente del noto pittore, architetto e scultore. IN TUTTI i gradi di giudizio (fino alla Cassazione, che si è pronunciata il 13 aprile 2004), il conte Festari viene dichiarato legittimo proprietario dellimmenso patrimonio lasciato dal Vasari. Nonostante questo non è mai potuto venire in possesso delleredità (stimata, da periti di parte, in 70 milioni di euro). Domani, a diciotto anni esatti dallinizio della controversia legale, Giovanni Festari sarà ad Arezzo a prendersi quanto - rivendica - è di sua proprietà. «Ho informato dice il giudice dellesecuzione del Tribunale di Arezzo, la Soprintendenza, i carabinieri e il custode giudiziario delle "Carte Vasari". Trasporterò larchivio nel caveau di una banca della provincia di Pisa». Perché siamo arrivati fino a questo punto lo spiega lo stesso conte Festari. TRA I TANTI documenti di inestimabile valore ci sono diciassette lettere con sonetti e disegni di Michelangelo Buonarroti, oltre a scritti tra Vasari e i Medici e documenti di Amerigo Vespucci. «Faccio notare spiega Festari che nel 2002 un disegno attribuito a Michelangelo è stato venduto da Sothebys per 11 milioni di curo. Il principio che ha sempre mosso le mie rivendicazioni è stato ispirato alla conservazione, nel migliore dei modi, delle preziose "Carte" e alla riunificazione delle 31 filze di Arezzo con le tre, sempre di mia proprietà, che si trovano alla Yale University, in America. La riunificazione comporrebbe un "unicum" irripetibile nella storia. Come queste "Carte" si trovino in America è motivo di mie ripetute denunce, estremamente circostanziate, che si riferiscono ad un gravissimo furto, avvenuto alla fine del 1980, nella villa di Murlo, in Toscana, di proprietà Rasponi Spinelli». DOPO QUINDICI anni di cause mi viene confermato che larchivio è conservato male conclude Giovanni Festari e il Ministero mi impone il restauro in quanto da loro relazioni risulta che lo stato attuale delle "Carte" è in degrado, che ci sono documenti della famiglia del navigatore Amerigo Vespucci mangiati dai topi e macchie di umidità nelle lettere di Michelangelo. Di conseguenza mi vedo costretto a portare le "Carte Vasari" in un luogo più sicuro».
Sono l erede del Vasari. Ridatemi il suo tesoro
Il conte Giovanni Festari ha iniziato una causa contro il Comune di Arezzo per il possesso delle "Carte Vasari", un archivio di documenti e lettere relative al pittore e architetto Giorgio Vasari. I Rasponi Spinelli, proprietari dellarchivio dal 1686, sostengono di averlo ereditato dallo zio Francesco Maria Vasari. Dopo 15 anni di cause, il conte Festari è stato dichiarato legittimo proprietario dellarchivio, ma non ha mai potuto accedervi a causa della sua gestione. Il conte Festari rivendica larchivio, stimato in 70 milioni di euro, e vuole riunificare le 31 filze di Arezzo con le tre che si trovano alla Yale University in America.
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