Busto Arsizio - Nell'assemblea convocata dal sindaco il tecnico incaricato spiega la necessità di rimpiazzare i filari. La ripiantumazione potrebbe costare oltre 160.000 euro Abbattimenti, la motosega tace ma gli alberi cadranno Animata ma senza sbocchi l'assemblea sul tema degli abbattimenti di alberi in alcune vie cittadine (Valle Olona, Marco Polo, parzialmente Stelvio e Borri) tenutasi mercoledì nel tardo pomeriggio ai Molini Marzoli. Iniziativa lodevole quella presa dal sindaco Farioli, ma alla fine risoltasi una giustificazione su base tecnico-scientifica di scelte cui il primo cittadino non vede molte alternative. La motosega per ora tace, si tratta di trovare il consenso, di spiegare, non certo di fare marcia indietro. Tra il pubblico c'è il comitato formatosi in via Valle Olona per la difesa della restante alberata dopo i primi tagli, ma anche più di un residente dei viali interessati viceversa stufo di ritrovarsi la casa invasa dalle cimici parassite delle piante (Farioli: «mi hanno tempestato di chiamate per questo»), o apertamente timoroso che rami marci caschino in testa a qualcuno. Andrea Tovaglieri, il professionista incaricato sotto l'amministrazione precedente - come Farioli precisa - tiene lezione di botanica al pubblico, con la dettagliata disamina delle motivazioni che inducono a un giudizio negativo sullo stato delle alberate, dato dopo recenti e puntuali studi su ogni singola pianta. Il comitato di Valle Olona presenta viceversa una controperizia, sia pure non dettagliata come quella dello studio Tovaglieri. I contrari protestano, il sindaco a tratti si infervora, anzi... si inalbera (non gli conviene vista l'aria che tira), mentre i tecnici spiegano i perchè e percome. In realtà anche secondo la relazione Tovaglieri gli alberi realmente in cattivo stato non superano un quarto del totale: è aggiungendoci quelli indicati come in mediocre stato, per magagne varie a singole parti, che si arriva alla maggioranza. Fra le cause l'età, le infestazioni parassitarie e fungine, potature scriteriate (capitozzature) di cui, come dirà la dirigente del settore lavori pubblici dott.ssa Anglesio, si è scoperta solo negli ultimi anni la dannosità; e ancora, danni alla corteccia, e via elencando. Non mancano le bacchettate sulle dita ai critici, come quando Tovaglieri risponde a Legambiente che non è l'ossigeno il problema. Gli alberi sono preziosi, più che per il vitale gas, per la superficie delle foglie, che catturano elettrostaticamente il PM10 - «ecco perchè le polveri salgono d'inverno» - ma soprattutto per il rilascio di umidità. L'«accanimento terapeutico» ha senso solo con singoli alberi di elevato valore simbolico e storico: Tovaglieri sottolinea invece l'importanza di ripiantumare «l'albero giusto al posto giusto» ma giudica «presuntuoso» piantare alberi destinati a durare 60-70 anni. Una mossa che a suo dire richiederebbe d'avere chiaro in testa tutto il futuro sviluppo della città. E come farlo, se si mettono da parte persino le proposte urbanistiche di un Mario Botta? L'assessore all'ambiente Armiraglio osserva che gli alberi interessati dai tagli, 485 (334 robinie, il resto olmi siberiani), sono il 2 del patrimonio arboreo censito di Busto Arsizio, di oltre 25.000 piante. Ma a far rumore, si sa, è l'albero che cade, non la foresta che cresce. Tovaglieri sottolinea che il taglio va fatto mesi prima di ripiantumare, altrimenti si fa azione politicamente corretta, ma «agronomicamente errata». Per Tovaglieri ogni albero piantumato (di quale specie è da vedere) costerà non meno di 350 euro. Moltiplicato per 485, fa 169.750 euro. «Una volta Busto aveva un vivaio comunale e dei giardinieri, da qualche anno invece si appalta tutto all'esterno e si spende di più» dirà Andrea Barcucci per Legambiente. Il settore verde vede investimenti in crescita, ricorda Farioli - la questione però non è quanto, ma cosa e come si fa. «I problemi nascono dall'inazione di passate amministrazioni» ammette, «dal non fare, e qualche responsabilità ce l'ho anch'io, sono in consiglio da più di vent'anni». Un insegnante di Beata Giuliana, già autore di una lettera a Varesenews sul tema, ricorda che in via Meda e via Minghetti agli abbattimenti sono seguite ripiantumazioni insufficienti o parziali. Dal pubblico si rileva infine che andava fatta prima l'assemblea, e poi gli abbattimenti. «Con gli abbattimenti ci siamo sentiti sudditi, non cittadini» rincara un residente di via Valle Olona. «Un albero si taglia in un quarto d'ora, ma ci mette quarant'anni a crescere». Giovedi 27 Marzo 2008 mailto:stefano.dadamovaresenews.it stefano.dadamovaresenews.it