Il presidente della Regione e l'assessore Mongiu ieri sera a Roma per difendere l'allargamento del vincolo Polemica sulla funzione di controllo della sovrintendenza archeologica CAGLIARI. Tema dell'incontro: l'allargamento del vincolo archeologico sul colle di Tuvixeddu e una maggiore sorveglianza da parte della sovrintendenza di Cagliari sulla zona delle necropoli punico romana. Ieri sera il governatore della Sardegna Renato Soru, l'assessore regionale alla Cultura Maria Antonietta Mongiu e il direttore delle soprintendenze dell'isola Elio Garzillo, si sono incontrati a Roma col ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. La situazione che si è venuta a creare dopo l'intervento del Tar, che ha accolto i ricorsi dei privati e dal comune di Cagliari, e ripristinato il vincolo precedente, ha preoccupato la Regione. E l'incontro di ieri punta a recuperare la situazione. Gli antefatti parlano di un accordo di programma firmato nel 2000 da Regione, Comune e Coimpresa per la realizzazione di una lotizzazione integrata: un parco di venti ettari e, in un'altra zona (in via Is Maglias), quattrocento appartamenti. Poi c'è stata (nel 2006) l'approvazione del piano paesaggistico regionale (Ppr) e l'inclusione di Tuvixeddu nella fascia di protezione. Infine, all'inizio del 2007, l'intervento della Regione per bloccare le lottizzazioni che si stavano realizzando ai lati del colle di Tuvixeddu. Stop voluto sulla base delle nuove normative sul paesaggio (come valore culturale non commercializzabile) interne al Codice Urbani, del 2004. Ma le modalità di realizzazione di questo provvedimento (con la costruzione della commissione regionale al Paesaggio) sono state tutte cassate - come accennato - dal Tar. Poi la Regione ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. E, nei giorni scorsi, quest'ultimo è intervenuto per congelare la situazione dei lavori di via Sant'Avendrace (ripresi dopo lo sblocco del Tar): in attesa del pronunciamento sulla sospensiva che si avrà il primo aprile. In parallelo Legambiente aveva chiesto che la sovrintendenza di Cagliari intervenisse per proteggere l'area vicino a Sant'Avendrace, «ma questa - aveva precisato Vincenzo Tiana, responsabile del gruppo ambientalista - non aveva fatto niente affermando che non c'era alcun pericolo. Ma così non era». A Roma il presidente Soru e l'assessore Mongiu hanno fatto presente la necessità di un allargamento del vincolo. Tra le ipotesi l'ampliamento «indiretto» che viene imposto su beni e aree circostanti quelli sottoposti a «vincolo diretto» (dove sono stati ritrovati reperti archeolgoci) per garantirne una migliore visibilità e fruizione collettiva. Ad ogni modo nessuna decisione sarà presa prima del pronunciamento del Consiglio di Stato.