(r.c.) "Un gravissimo problema di carattere urbanistico". Così la sezione vicentina di Italia Nostra aveva definito il caso dell'ex distributore di benzina di via Ceccarini, a pochi passi dall'ospedale, che si appresta ad osptare nuovi edifici in virtù di un progetto edilizio curato dal proprietario dell'area. Un caso che l'associazione di via Arzignano aveva sottoposto di recente all'attenzione del governatore del Veneto Giancarlo Galan con una lettera in cui chiedeva che Palazzo Ferro Fini sospendesse il progetto o comunque prorogasse i termini per valutare i vari aspetti della concessione che, esaminata ieri dal commissario ad acta della Regione, è stata approvata. L'associazione aveva inoltre sottolineato la necessità di "tutelare un ambiente storico urbano che sorge a ridosso della cinta muraria scaligera". Nella lettera, inviata tra l'altro anche alla Soprintendenza ai Beni ambientali e culturali di Verona e al commissario prefettizio del Comune Vincenzo Madonna, si segnalava il rischio di "una possibile speculazione edilizia legata appunto alla concessione di edificabilità". Italia Nostra parlava di un edificio lungo 53 metri e alto 3 piani, in vetro cemento, per un totale di 4 mila metri cubi: "Per tipologia e dimensioni, il nuovo palazzo avrà un pesantissimo impatto visivo, sul sistema urbanistico esistente, in quanto lacerazione dirompente ed estranea al tessuto abitativo consolidato nel tempo, popolare, di contenute e modeste proporzioni, a misura d'uomo. Con le volumetrie fuori scala - aggiunge - provocherà la rottura del cono di visuale del borgo". Per difendere i diritti acquisiti dai proprietari a costruire, l'associazione aveva proposto che questi venissero ricompensati da "un'adeguata perequazione edificatoria con trattativa diretta con l'Amministrazione comunale", ma l'appello di Italia Nostra è rimasto inascoltato.
VICENZA - "Un gravissimo problema di carattere urbanistico".
L'associazione Italia Nostra ha definito il progetto di costruzione di nuovi edifici in via Ceccarini a Verona come "un gravissimo problema di carattere urbanistico". L'associazione ha inviato una lettera al governatore del Veneto Giancarlo Galan e al commissario prefettizio del Comune Vincenzo Madonna, chiedendo di sospendere il progetto o prorogare i termini per valutare i vari aspetti della concessione. L'associazione ha sottolineato la necessità di tutelare un ambiente storico urbano e ha segnalato il rischio di speculazione edilizia.
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