Come nel 2006, anche quest'anno al fotofinish della legislatura sono state varate le modifiche al codice dei beni culturali, facendo diventare realtà l'obbligo di copianificazione paesaggistica tra Stato e Regioni nelle aree soggette a vincolo. Il 19 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva i due decreti legislativi correttivi del Dlgs 422004. Il primo che ritocca la parte relativa al paesaggio, il secondo che riguarda più specificamente la tutela dei beni culturali. Rispetto allo schema approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri, il provvedimento risulta depotenziato per quel che riguarda il ruolo delle Soprintendenze. Originariamente, il ministero dei Beni culturali aveva proposto che il parere rilasciato da queste ultime in sede di autorizzazione paesaggistica fosse sempre vincolante. Nell'ultima versione, invece, è stata accolta la richiesta delle Regioni, formulata in sede di Conferenza unificata, e quindi il parere delle Soprintendenze, sempre obbligatorio, sarà vincolante solo nel caso in cui l'area su cui insiste l'intervento sia priva di tutele corredate da norme di gestione oppure non sia stata oggetto di copianificazione paesaggistica e del relativo adeguamento urbanistico. «In questi casi - spiega Carla Di Francesco, direttore generale del Ministero per la Qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee -non c'è bisogno di rendere il parere della Soprintendenza vincolante perché l'autorità preposta al rilascio dell'autorizzazione ha già tutti gli strumenti necessari per prendere la decisione a ragion veduta». Tra le novità inserite all'ultima ora, anche il termine del 1 " gennaio 2009 per l'entrata in vigore della disciplina che modifica il ruolo delle Soprintendenze. Nessun cambiamento rispetto alla versione originaria (si veda «Edilizia e Territorio» 52008), invece, per quel che riguarda la lotta contro gli ecomostri. Lo stanziamento di 45 milioni previsto nell'ultima Finanziaria (commi 404 e 405), pari a 15 milioni all'anno per il prossimo triennio, verrà utilizzato per istituire un'apposita struttura all'interno del Ministero, il cui funzionamento sarà disciplinato da un decreto adottato con il concerto del ministero dell'Ambiente. Tra le novità, anche la riduzione del termine assegnato alle Soprintendenze per emettere il parere in sede di autorizzazione paesaggistica, che passa da 60 a 45 giorni. Se il parere non viene rilasciato in questo arco di tempo, l'amministrazione competente indice una conferenza di servizi, dopo la quale la Soprintendenza ha altri 15 giorni di tempo per pronunciarsi. In seguito a quest'iter, resta invariato il meccanismo del silenzio assenso. Estrema soddisfazione per l'approvazione del provvedimento è stata espressa dal ministro dimissionario dei beni culturali, Francesco Rutelli. «Le modifiche approvate - ha detto - assicurano maggiore tutela, ma senza confusione e aggravio burocratico; riuscire ad arrivare entro la scadenza della delega all'approvazione definitiva è stato un piccolo miracolo, reso possibile dall'atteggiamento costruttivo dell'opposizione».
Paesaggio, l'intesa elimina il veto. Tagliati 15 giorni di tempo per l'autorizzazione agli interventi ma non cambia il silenzio-assenso
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva due decreti legislativi correttivi del Dlgs 422004, che modificano il codice dei beni culturali. Il primo decreto riguarda il paesaggio e fa diventare obbligatorio il copianificazione paesaggistica tra Stato e Regioni nelle aree soggette a vincolo. Il secondo decreto riguarda la tutela dei beni culturali e accetta la richiesta delle Regioni di depotenziare il ruolo delle Soprintendenze.
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