A venti giorni dalle elezioni Francesco Rutelli sarebbe pronto a dare corso all'ultima infornata di nomine nell'era dell'Unione: duecentosedici dirigenti in tutto, soprintendenti, direttori di archivi e biblioteche, che andranno ad occupare posizioni strategiche nella direzione di importanti siti storici e archeologici di Roma, Napoli, Pompei, Firenze. E che, come denuncia la Uil, sarebbero stati già individuati con criteri poco trasparenti. Un colpo grosso alle vigilia del voto che vede Rutelli "blindato" non solo nelle file nazionali del Pd, ma anche candidato a sindaco di Roma. Guarda caso, le nomine più corpose riguardano proprio la Capitale. Tra le più ghiotte ci sono infatti quelle dei dirigenti degli istituti speciali dotati di particolare autonomia tecnica, scientifica e amministrativa, quali la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, quella per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per il polo museale di Roma e di Napoli, la Biblioteca nazionale centrale di Roma e quella di Napoli. Incarichi che secondo la legge dovranno essere effettuati entro il 31 marzo, ovvero entro cinque giorni. Un colpaccio, che se messo a segno, non seguirà la strategia di Romano Prodi. Il premier ha passato la mano e ha lasciato al prossimo governo la delicata gestione del rinnovo delle principali società italiane a partecipazione pubblica. Trasparenza, buon senso? Chissà. Di certo non li hanno mostrati Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio e Beppe Fioroni che in extremis, prima delle elezioni, hanno provveduto a nomine di dirigenti "amici" che la prossima legislatura non andranno a casa anche se i dicasteri di riferimento non esisteranno più. A loro adesso potrebbe aggiungersi anche Francesco Rutelli. La denuncia arriva nero su bianco dalla Uil pubblica amministrazione e porta la firma del segretario Gianfranco Cerasoli che chiede al ministro dimissionario trasparenza e applicazione di precisi criteri per le nuove nomine. Da più giorni, denuncia il sindacato, è cominciata la processione, presso i comitati elettorali del ministero e del sottosegretariato con delega al personale Marcucci, di numerosi dirigenti che cercano di accreditarsi per quei posti più remunerativi ma anche per chiedere di andare in una soprintendenza, un archivio o una biblioteca anziché in un'altra. Da parte degli stessi direttori generali c'è un atteggiamento di deresponsabilizzazione. In realtà per la Uil «va evitato il mercato delle vacche poiché sia il ministro sia i direttori generali devono conferire gli incarichi secondo criteri che stabiliscono natura e caratteristica degli obiettivi prefissati, attitudini e capacità professionali del singolo dirigente, rotazione degli incarichi la fine di favorire lo sviluppo della professionalità dei dirigenti». Ovvero si deve privilegiare il merito e la professionalità. «Noi - dice Cerasoli - chiediamo l'applicazione del criterio della trasparenza: è impensabile che possano continuare a esercitare la funzione delicatissima di soprintendenti o di direttore di archivi e biblioteche in maniera ininterrotta da cinque, quindici, e in taluni casi quasi di vent'anni», dirigenti che hanno dimostrato di non saper utilizzare i soldi che erano stati stanziati. Al 31 gennaio nei cassetti di soprintendenze, archivi e biblioteche giacevano ancora 447 milioni di euro «con una grave penalizzazione dei territori e delle comunità locali che non sanno di avere tanti soldi a disposizione». Senza contare, denuncia ancora la Uil, «il paradosso» costituito da una norma di legge che Rutelli ha fatto inserire nella legge finanziaria «che permette al ministro di turno di revocare le risorse non spese e rimodularle. E per rendersi conto dell' incapacità di molti dirigenti basta leggere una tabella resa nota dalla Uil «sugli importi revocati» dal ministero. E così si scopre che alla Toscana sono stati revocati oltre dieci milioni di euro, al Veneto quattro milioni, alla Lombardia tre milioni e mezzo di euro, quasi tre milioni al Piemonte, alle Marche due milioni 361mila, alla Puglia due milioni. Per un totale di 31 milioni 272mila 735 euro. Una somma enorme che se adeguatamente utilizzata avrebbe potuto dare un po' di respiro ai nostri beni culturali. Dati eclatanti che dimostrano come sia «assolutamente necessario procedere a una roteazione anche per rompere contaminazioni e eventuali contiguità ambientali, come del resto ne sono testimonianza diverse indagini della magistratura». Rutelli seguirà l'invito? Cerasolo qualche mese fa in un'altra nota riportava una frase che da mesi circolava nelle stanze ministeriali, ma soprattutto nelle soprintendenze e nelle strutture periferiche dei Beni culturali: «Rutelli ha superato in mediocrità tutti i suoi predecessori...».
NOMINE "IN EXTREMIS", RUTELLI HA GIÀ PRONTA L'INFORNATA
Il ministro dimissionario Francesco Rutelli sarebbe pronto a nominare 212 dirigenti in posizioni strategiche nella direzione di siti storici e archeologici di Roma, Napoli, Pompei, Firenze. La Uil denuncia che le nomine sono state fatte con criteri poco trasparenti. I nomi sono stati già individuati, ma il ministro non ha ancora conferito gli incarichi. La Uil chiede trasparenza e applicazione di precisi criteri per le nuove nomine. I dirigenti attuali hanno dimostrato di non utilizzare i soldi stanziati, e ci sono 447 milioni di euro in cassetti di soprintendenze, archivi e biblioteche.
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