La lunga storia della "Tutela dei beni culturali ieri e oggi" al centro della conferenza d'apertura della "Settimana della Cultura" a Foggia, nell'auditorium Santa Chiara, mercoledì 26 marzo. Servirà a fare il punto sullo stato della tutela dei beni culturali la conferenza multimediale promossa ed organizzata dall'assessore alla Cultura, Potito Salatto, in programma, come detto, mercoledì prossimo, alle ore 17,30. Un tema vasto e di cruciale rilevanza ai fini della valorizzazione del nostro territorio, una questione antica che continua a suscitare preoccupazioni e passioni, a far discutere proposte e progetti. La lunga storia della tutela, insomma, che questa importante conferenza intende ripercorrere e far conoscere, illustrando gli sforzi normativi ed operativi dei vari governi succedutisi, a partire dall'Italia preunitaria fino agli anni della Repubblica. La Puglia tutta ed in particolare la Capitanata rappresentano da sempre un'area tra le più ricche di beni culturali del Belpaese, per la presenza di innumerevoli siti archeologici e monumenti di grande interesse storico ed architettonico, che testimoniano del corposo passato storico, che va tutelato e valorizzato adeguatamente. Le testimonianze archeologiche e monumentali sono visibili ovunque nella nostra provincia, in possesso di collezioni museali d'interesse europeo, che hanno, tra l'altro, anche la possibilità di rappresentare un segmento importante dello sviluppo economico complessivo del territorio. «Insieme all'identità di un intero Paese e delle sue comunità locali - ha affermato l'assessore Salatto - sono in gioco la loro immagine, la loro competitivita e il loro benessere». Per questo - ha aggiunto Salatto - «occorre mettere in campo tutti gli strumenti legislativi ed operativi capaci di salvaguardare efficacemente il nostro patrimonio artistico, soprattutto contro il suo saccheggio organizzato e le esportazioni». Nel Meridione l'attenzione verso il patrimonio culturale ha radici molto antiche, che saranno ripercorse, anche ricorrendo all'ausilio di immagini multimediali, da Carmine de Leo, ispettore onorario del Ministero per le Attività ed i Beni Culturali. Già durante il Regno di Napoli furono emanate una serie di disposizioni miranti alla tutela degli scavi, dei reperti archeologici e dei monumenti ritenuti di interesse architettonico e storico. Una legislazione molto avanzata in materia, mentre, soprattutto al Nord le norme sul patrimonio culturale rimanevano lacunose o scarsamente applicate. Per avere, comunque, una legge organica in materia, bisognerà aspettare la metà del XX secolo. Di questo strumento legislativo che con sente di contrastare la criminalità nel settore del patrimonio artistico, monumentale e culturale in genere, si occuperanno il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Bari, Domenico Laterza, ed il Procuratore Capo della Repubblica di Foggia, Vincenzo Russo. Ora finalmente l'Italia si è dotata di un nuovo Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, promosso dal ministro Francesco Rutelli, predisposto da una commissione di esperti sotto la guida di Salvatore Settis e infine ratificato proprio alcuni giorni fa dal Consiglio dei Ministri.