Vuoi venire a Venezia la notte di Redentore? Metti mano al portafoglio. Ti accontenti di una gita in laguna in novembre o in gennaio, quando la città si svuota di turisti? Risparmi sui trasporti, l'ingresso ai musei, forse perfino sulle notti in albergo. E, di sicuro, su quel "city-pass" che l'amministrazione comunale veneziana sta pensando di istituire nel giro di un anno. Guai a parlare di un ticket di ingresso alla Serenissima, ma il progetto mira evidentemente ad agire sulla leva economica per arginare gli arrivi dei turisti "mordi e fuggì" specialmente nei mesi estivi o in occasioni particolari come il Redentore o il Carnevale, cercando invece di "spalmarli" lungo tutto l'arco dell'anno. «Potremmo partire già dal 2009, perché si tratta di un sistema di gestione dei flussi turistici che tutte le città complesse si devono dare - afferma Enrico Mingardi, assessore comunale alla Mobilità - Vogliamo dare a tutti la possibilità di visitare il centro storico, ma nel contempo dobbiamo tutelare le esigenze di chi vive a Venezia». Fino a fine febbraio si parlava tuttavia solo di un "ecopass" per fermare gli automobilisti non residenti prima del ponte della Libertà, evitando gli intasamenti in piazzale Roma: su questo centinaia di veneziani si sono già espressi a favore (con oltre l'82 per cento dei "sì"), attraverso un referendum tra i lettori del Gazzettino. Ora, però, la giunta del sindaco Massimo Cacciari sta pensando di presidiare tutti gli accessi al centro storico, compresi gli arrivi in treno, rendendo obbligatorio questo "city-pass". Il costo per prenotare una visita nella città più romantica del mondo? Per ora non si parla di cifre. Venezia, del resto, non ce la fa più. In una giornata media arrivano a Venezia 100mila persone. Nel 2007 è stato sfondato il tetto dei 21 milioni di turisti tra pendolari e chi si ferma almeno una notte (questi ultimi sono stati 13 milioni e mezzo), ed erano 14,6 milioni nel 2002. E anche guardando solo ai pernottanti, in appena cinque anni si è registrato un aumento del 46 per cento che, se ha fatto fare affari d'oro a tutto il comparto turistico di Venezia, Mestre e dell'hinterland, dall'altro ha fisicamente "compresso" la vita dei veneziani, costretti a scegliere calli non battute dalle comitive dei turisti o a chiedere una linea di vaporetti off-limits ai foresti. Proprio una settimana fa l'assessore veneziano al turismo Augusto Salvadori aveva inviato una lettera al ministero dell'Istruzione e a tutte le direzioni scolastiche per chiedere di privilegiare i mesi di novembre e gennaio per le gite delle scolaresche. E se, a stretto giro di posta, il ministro Giuseppe Fioroni ha rispedito al mittente l'invito specificando di non poter far nulla su questo fronte, anche questa richiesta non era che un espediente per cercare di spostare qualche comitiva nei mesi di bassa stagione. Una bocciatura che è una carezza a confronto della doppia stroncatura data dal vicepremier Francesco Ru-telli nel luglio scorso alle richieste di Cacciari di mettere un "numero chiuso" agli ingressi a Venezia e di istituire una tassa di soggiorno. «Bisogna organizzare i flussi turistici - riprende Mingardi - e ciò non significa solo far pagare di più chi arriva a Venezia nei momenti di maggiore affluenza, utilizzando quei soldi per rendere più vivibile la città, ma anche offrire a chi sceglie di venire in laguna in bassa stagione opportunità di risparmio su trasporti, musei e, se le categorie saranno con noi, alberghi e ristoranti. Il progetto e le tecnologie esistenti ci consentono di essere pronti a partire con il city-pass dal marzo del 2009». Ventiquattro anni dopo la proposta lanciata dall'allora sindaco Mario Rigo che, per primo, parlò di un "biglietto di ingresso" a Venezia comprendente un pacchetto" di servizi: il biglietto per il vaporetto, l'ingresso al Palazzo Ducale, il "buono" per una consumazione e altri optional. Ma ora, davanti allo spettro di un altro anno con 21 milioni di turisti, Venezia non può proprio più aspettare.