Una strana idea viene ogni tanto ai ministri per i beni culturali: l'idea che cambiando gli ordinamenti delle Sovrintendenze e le regole della tutela le cose migliorino. Non è vero, è semplice capire invece che è un problema di formazione e selezione del personale, per un mestiere non difficile ma molto, molto delicato. Con le strane idee del ministro Rutelli cambiano competenze e distribuzione territoriale delle Sovrintendenze. Personalmente mi fa piacere se il professore Nicola Spinosa avrà più competenze, perché è bravo, ma, credo, fra non molto andrà in pensione e saremo punto e a capo. Separare le competenze tra architettura, pittura e scultura non ha senso. Nella Napoli di Benedetto Croce tutti sanno da più di un secolo che la poesia è un prodotto dello spirito, qualunque sia la materia con la quale ci viene data: disegno, dipinto, nota musicale, o quant'altro. Sembra che i beni storici e artistici verranno riuniti al sistema museale, questo è opportuno e giusto perché separare i musei dal territorio è quanto meno offensivo per i musei stessi, ridotti a depositi di vecchie prede coloniali. Ma perché separare quadri e muri di una stessa chiesa? Non è chiaro cosa succede alla Reggia di Casata, da lungo tempo ridotta ad un suk di souvenirs e di altri prodotti di artigianato. Per un po' la direttrice Vega de Martini riuscì ad allontanare i mercanti, ma poi fu allontanata lei. Le proteste e le rimostranze dei funzionali delle Soviintendenze sono deboli se non addirittura condiscendenti. In Toscana sembra che vi siano state proteste più forti e la riforma è stata accantonata, ma solo per quella regione. Un consiglio al ministro Rutelli: «Lascia perdere fino a dopo le elezioni».
Ministro Rutelli, la riforma? Meglio dopo il voto
Il ministro Rutelli ha proposto una riforma delle Sovrintendenze per i beni culturali, che prevede cambiamenti negli ordinamenti e nelle regole della tutela. Tuttavia, secondo alcuni esperti, la riforma è un problema di formazione e selezione del personale, piuttosto che di cambiamenti strutturali. La separazione delle competenze tra architettura, pittura e scultura non ha senso, e la riunione dei beni storici e artistici al sistema museale è opportuna, ma non chiarisce cosa succede alla Reggia di Casata. Le proteste dei funzionali delle Sovrintendenze sono deboli e condiscendenti. In Toscana, la riforma è stata accantonata, ma solo per quella regione.
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