VENEZIA E' scontro tra il Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia e il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, autore della contestata riforma dell'istituzione culturale. Ieri il Cda veneziano si è riunito e ha deciso di protestare. Martedì 9 il presidente Franco Bernabè dovrà esporre (su mandato unanime del Consiglio) le «perplessità del Cda alla Commissione bicamerale per le riforme amministrative. Sotto accusa la «previsione di una Consulta formata da rappresentanti di altre istituzioni culturali» ma anche il potere di indirizzo previsto per il ministero, il vincolo di mandato per gli amministratori, il collegio di direzione di non più di tre membri, la mancanza di una disciplina sulla partecipazione dei privati. Una autentica bocciatura che risponde anche a un polemico documento di due giorni fa («Ma dov'è Bemabè») in cui i dipendenti accusavano il presidente di essere «silenzioso e assente».
Sulla riforma Cda contro Urbani
VENEZIA E' scontro tra il Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia e il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, autore della contestata riforma dell'istituzione culturale. Ieri il Cda veneziano si è riunito e ha deciso di protestare. Martedì 9 il presidente Franco Bernabè dovrà esporre (su mandato unanime del Consiglio) le perplessità del Cda alla Commissione bicamerale per le riforme amministrative. Sotto accusa la previsione di una Consulta formata da rappresentanti di altre istituzioni culturali ma anche il potere di indirizzo previsto per il ministero, il vincolo di mandato per gli amministratori, il collegio di direzione di non più di tre membri, la mancanza di una disciplina sulla partecipazione dei privati. Una autentica bocciatura che risponde anche a un polemico documento di due giorni fa (Ma dov'è Bemabè) in cui i dipendenti accusavano il presidente di essere silenzioso e assente.
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