Ci voleva la decima edizione della «Settimana della cultura» per far discutere i fiorentini su «Fotovoltaico e tutela», un tema che ben presto potrebbe diventare caldissimo. Se ne è parlato ieri alla tavola rotonda cui hanno partecipato la soprintendente per i beni architettonici, Paola Grifoni, l'assessore all'urbanistica del Comune, Gianni Biagi, il funzionario della suddetta soprintendenza, Vincenzo Vaccaro, e il responsabile dell'Ufficio Unesco di Firenze (nonché esponente della Direzione Cultura del Comune) Carlo Francini. I vari interventi hanno ruotato intorno al tema della compatibilità dell'uso dei pannelli fotovoltaici nei centri storici ma subito si sono palesate due posizioni ben distinte: quella dei vari esponenti della soprintendenza fiorentina, a cominciare dalla Grifoni, a cui stanno a cuore principalmente i problemi derivanti dall'impatto ambientale degli impianti fotovoltaici che potrebbero trovar spazio sui tetti rossi di Firenze. Dall'altra l'assessore Biagi che ha ammesso, oltre alla delicatezza del tema, il fatto che la Giunta di palazzo Vecchio ancora non ha preso una decisione chiara sulla «sponsorizzazione » o meno del fotovoltaico. Il tema è spinoso perché presenta numerose implicazioni di carattere ambientale ed economico. La soprintendente Grifoni si è detta preoccupata dell'invasività di questi impianti nell'ambiente urbano, solitamente scuri e quindi capaci di deturpare la «visualità» di Firenze. «Un'altra cosa che mi preoccupa - ha proseguito la Grifoni - è la mancanza di concertazione tra Regione e organi preposti alla vigilanza sull'ambiente ». Ci sono da considerare ad esempio anche i problemi legati al montaggio di tali impianti su edifici coperti da vincolo ed è per questo che la soprintendente ha auspicato il coinvolgimento dei produttori e dei progettisti affinché siano trovati i modi per non deturpare i tetti fiorentini. Infine la questione dello smaltimento delle cellule al silicio: «ci sono ancora troppi interrogativi sul modo di smaltirli dopo che per 20 anni avranno funzionato » ha aggiunto. L'assessore Biagi ha affermato di puntare soprattutto sulla qualità dei progetti ma anche affermato che l'aumento dell'utilizzo dell'energia alternativa equivale all'aumento della qualità della vita. Biagi ha poi aggiunto di non credere all'efficienza delle leggi di tutela del centro di Firenze da un punto di vista paesaggistico e di non voler sentir parlare di difesa a oltranza della situazione attuale. A questo punto si è appellato al problema energetico verso il quale, secondo Biagi, i cittadini sarebbero particolarmente sensibili. Hanno fatto poi seguito alcuni interventi di natura più tecnica che hanno messo in evidenza pregi e difetti dell'impianto fotovoltaico: dall'esistenza di incentivi statali dal 2005 allo sforzo per renderli sempre più integrati nell'architettura urbana, dal loro costo (che si ammortizza dopo un periodo di 812 anni) alla necessità di trovare fonti alternative di approvvigionamento energetico, una «corsa» verso il futuro in cui l'Italia è agli ultimi posti in Europa. Molto interessante, alla fine, l'intervento del funzionario Vincenzo Vaccaro che, oltre ad auspicare un maggior impegno per risparmiare energia, di fatto ha «provocato » la platea proponendo una veduta di Firenze dal Piazzale Michelangelo così come la godiamo adesso, e come potrebbe diventare se una quantità di tetti venisse coperta - e di fatto deturpata - dal colore nero degli impianti fotovoltaici. Una «proposta» di attenzione che ha trovato d'accordo Carlo Francini, responsabile Unesco a Firenzemaappartenente alla Direzione Cultura del comune, dimostrando che anche in Palazzo Vecchio non c'è uniformità di idee sulla questione.
Fotovoltaico: lite sul panorama tra Comune e Soprintendenza
La decima edizione della Settimana della cultura ha visto una tavola rotonda su Fotovoltaico e tutela, con la partecipazione di Paola Grifoni, Gianni Biagi, Vincenzo Vaccaro e Carlo Francini. I vari interventi hanno ruotato intorno al tema della compatibilità dell'uso dei pannelli fotovoltaici nei centri storici. La Grifoni si è preoccupata dell'invasività degli impianti nell'ambiente urbano e della mancanza di concertazione tra Regione e organi preposti alla vigilanza sull'ambiente. L'assessore Biagi ha puntato sulla qualità dei progetti e sull'aumento dell'utilizzo dell'energia alternativa, ma ha anche espresso dubbi sull'efficienza delle leggi di tutela del centro di Firenze.
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