Venezia Il consiglio di amministrazione della Biennale, presieduto da Franco Bernabè, dopo aver approvato il piano di rilancio della Mostra del Cinema chiesto dal ministro Urbani, passa ora la palla al ministero confidando nelle modifiche al decreto di riforma e rimandando di due settimane la riconferma di De Hadeln alla direzione del festival. «Abbiamo approvato i programmi relativi alla nona Mostra di Architettura, ai festival di Danza, Musica e Teatro, e alla 61ma Mostra d'Arte Cinematografica» conferma Bernabè. Per la Mostra del Cinema cosa avete deciso? «Abbiamo esaminato uno studio analitico della situazione della Mostra approntato su richiesta del CdA da Moritz deHadeln e un piano di potenziamento e di rilancio, quantificando l'impegno finanziario aggiuntivo, rispetto agli stanziamenti già deliberati dal programma 2004. Il piano sarà ora inviato al ministero». Quanti soldi prevedete in più? «Rispetto al budget di cinque milioni e 200 mila euro, sono necessari oltre tre milioni di euro in più. In tal modo supereremo Locarno, che dispone di sette milioni dì euro, ma saremmo ancora ben al di sotto dei 12 di Berlino o dei 15 di Cannes». Quindi ora la parola passa al ministro Urbani? «Certo. Il piano ce l'aveva chiesto il ministro, ora tocca a lui valutarlo e trovare le ulteriori risorse, se vuole un vero rilancio». E se non Io approva? «Verrebbe meno il rapporto fiduciario, sarebbe un atto di sfiducia verso il nostro operato e quindi il cda si dimetterebbe». Perché non avete riconfermato subito De Hadeln, rinviandone la nomina al 22 dicembre? «Per cortesia istituzionale: dovevamo prima inviare il piano di rilancio della Mostra al ministro e poi sono in corso audizioni alla commissione bicamerale per la riforma della Biennale», Che posizione avete preso sul decreto di riforma? «Il cda all'unanimità mi ha dato mandato di rappresentare nella prossima audizione parlamentare del 9 dicembre le perplessità emerse su cinque punti: la previsione di una Consulta formata da rappresentanti di altre istituzioni culturali;la previsione che consente la nomina di un Collegio di Direzione composto da non più di 3 membri; la mancanza di una disciplina compiuta sulla partecipazione dei privati; il vincolo di mandato per gli amministratori; il potere di indirizzo del Ministero». E' ottimista sulla possibilità di modificare il decreto di riforma? «Il ministro Urbani è una persona molto aperta ai contributi, al dibattito, purché le proposte siano pertinenti e formulate nel le sedi e nei modi giusti. lo comunque sono molto fiducioso». Pensa che sia merito anche della mobilitazione politica e culturale? «La mobilitazione e un segnale emotivo molto forte: a volte sono stati sbagliati i temi, ma dimostra che la Biennale vive nel cuore di tanta gente». Accetterebbe la presidenza anche dopo il varo della riforma? «Vedremo».
Biennale, pronto il piano o accettano o mi dimetto
Il consiglio di amministrazione della Biennale ha approvato il piano di rilancio della Mostra del Cinema, che prevede un aumento di finanziamenti di oltre 3 milioni di euro. Il piano sarà inviato al ministero e la parola passa ora al ministro Urbani per valutarlo e trovare le ulteriori risorse. Il consiglio ha anche deciso di rimandare la riconferma di De Hadeln alla direzione del festival di due settimane. Il piano di rilancio prevede anche la conferma della presidenza di Franco Bernabè.
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