I busti e le statue marmoree degli imperatori romani sembrano dare il benvenuto con occhio autorevole al visitatore, i dipinti di fine Settecento-primi Ottocento ci riportano ai fasti della famiglia Borghese, storica casata aristocratica romana, mentre le foto in bianco e nero di scene di vita quotidiana nella prima metà del '900 ci fanno rivivere la storia di Villa Borghese cosi come l'hanno fatta i romani. Benvenuti a Villa Poniatowski cinquecentesca dimora che da oggi, a conclusione dei restauri avviati nel 1997, apre al pubblico e lo fa con due mostre d'eccezione: "Villa Borghese. I Principi, le Arti, la Città tra '700 e'800" e "Album di Famiglia". La riapertura della Villa, elle ospiterà anche l'ampliamento del Museo Nazionale Etrusco della vicina Villa Giulia, è stata suggellata ieri da una visita di anteprima ad inviti a cui hanno presenziato anche Walter Veltroni e l'assessore Gianni Borgna. L'evento, infatti, è anche un modo di continuare a celebrare i festeggiamenti del Centenario di Villa Borghese. Ma se si chiede al sindaco com'è cambiata negli ultimi cinquant'anni quest'oasi di verde urbano ci si sente rispondere: «Per fortuna non è cambiata, rappresenta un po' la vita di noi cittadini, con tutti i suoi sentimenti, dall'allegria alla malinconia, lo venivo qui a giocare da bambino e continuo a recarmi fra questi viali quando ho voglia di natura e di silenzio», anche Villa Poniatowski, seppure con il suo look nuovo di zecca, sembra non aver perso il lascino antico: nel 1702 era denominata Villa Cesi (si diceva che sorgesse sulla prima casa di Balduino), poi tu ceduta al marchese Giulio Sinibaldi (e cambiò anche nome in quello del proprietario), infine assunse la denominazione attuale quando, a fine '700, divenne di proprietà del principe di origine polacca Stanislao Poniatowski che incaricò Giuseppe Valadier dei lavori di sistemazione. La villa fu danneggiata durante la Repubblica Romana nel 1849, negli scontri fra Garibaldi e i Francesi. In seguito fu per un periodo sede delle concerie Riganti, e dopo l'8 settembre 1943 vi si insediò un comando delle SS. Oggi, invece, gli spazi delle vecchie concerie saranno adibiti a biblioteca, sala riunioni e servizi. Ricchissime le opere d'arte che, lino al 21 marzo 2004, si possono ammirare nell'esposizione su Villa Borghese, i principi, le arti, la città, nelle varie seioni del percorso espositivo che spaziano da "I Borghese fra Settecento e Ottocento" alla "Repubblica Giacobina", dalle "Decorazioni del Casino Nobile (Galleria Borghese)" fino al "Museo di Gabii", solo per citarne alcune. Centocinquanta le opere di collezioni pubbliche e private provenienti dal Louvre (con molti marmi che ritraggono illustri antichi romani) come dal Getty Research Institute di Los Angeles (con numerosi disegni di Antonio Asprucci). Imponente il Ritratto di Camillo Borghese di Francois Gerard. Raffinata la tela dipinta da Sablet rappresentante la principessa Borghese con i figli Camillo e Francesco al Giardino del Lago. Molto ammirato dalle signore accorse al vernissage il mantello per abito di corte appartenuto a Paolina Bonaparte Borghese, in velluto, oro in filo lamellare e paillettes. Curiosità: non manca neppure una livrea di valletto della maison di Paolina Borghese, del primo decennio dell'Ottocento. Suggestivo l'olio su tavola di Ingres dal titolo "La serra di Villa Borghese".