Ritrovata una necropoli. «Urne, anfore e vasi in perfetto stato» L' area compresa tra Porta Romana e via Francesco Sforza era la periferia della Milano romana Giorno dopo giorno, la terra ha restituito urne, anfore, monete, lucerne, gioielli, frammenti di terracotta, alcune bottiglie di vetro, una delle quali intatta, come è rarissimo trovarne. Sono gli oggetti che accompagnavano i morti nel viaggio verso l' aldilà, i corredi funerari con cui venivano sepolti gli abitanti dell' antica Mediolanum. Le tombe sono state ritrovate in un ampio cortile del Policlinico, dietro il pronto soccorso, sotto le finestre del reparto rianimazione. La necropoli risale a un' epoca compresa tra primo e secondo secolo dopo Cristo, ed è stata scoperta dagli archeologi durante gli scavi per la ristrutturazione dell' ospedale. Quella del Policlinico è una zona sensibile dal punto di vista archeologico. Tutta l' area oggi compresa tra corso di Porta Romana e via Francesco Sforza era la periferia della Milano romana, uno spazio che veniva utilizzato per le sepolture. Qui ha già scavato Pompeo Castelfranco, il maggiore studioso di archeologia della Lombardia tra fine ' 800 e inizio ' 900; altri scavi risalgono agli Anni 50. Il cantiere che precede la ristrutturazione del Policlinico è aperto dalla fine dello scorso ottobre. Le tombe si trovano tra i 3,5 e i 4 metri sotto terra. A vederle oggi sono una serie di piccoli crateri distribuiti qua e là, diametro di 40-50 centimetri. «Il rogo del defunto veniva probabilmente allestito altrove - spiega Anna Ceresa Mori, ispettrice della Soprintendenza per i Beni archeologici - in un luogo comunque non distante, poi le ceneri venivano raccolte in un' anfora o un' urna e depositate nella terra con oggetti di corredo, che però in questo caso sono abbastanza raffinati. Per questo si può presumere un livello sociale abbastanza elevato dei defunti». Il reperto che ha meravigliato di più gli archeologi è una lucerna a forma di piede, minuziosamente decorata, conservata in perfetto stato. Le tombe risalgono a varie fasi, durante due secoli a cavallo tra epoca repubblicana e del primo impero. «Ci sono diverse serie di sepolture sovrapposte - spiega Dominic Salsarola, responsabile della Società lombarda di archeologia, a cui è stato affidato lo scavo - non lontano c' è una concentrazione di tombe molto più antiche, ma ora è difficile dire se si tratti di un' unica grande necropoli, o se siano spazi funerari a macchia di leopardo». Dalla stratigrafia gli esperti ipotizzano che per molti secoli, durante il Medioevo, i terreni un tempo occupati dalla necropoli si siano trasformati in una distesa di campi coltivati. Nel ' 600 è stato poi costruito il monastero di Santa Caterina alla Ruota, trasformato un secolo dopo in ricovero per orfani e poveri. L' edificio è stato abbattuto quando Milano ha deciso di costruire l' ospedale Maggiore là dove, quasi 2.000 anni prima, venivano sepolti i morti della Mediolanum romana. Archeologia Gli oggetti riapparsi durante i lavori per la ristrutturazione dell' ospedale Anna Ceresa Mori, ispettrice della Soprintendenza per i Beni archeologici, che valore ha la necropoli scoperta al Policlinico? «È molto importante: ci fornisce informazioni in più su quella zona e i reperti sono pregevoli». È un luogo che merita di essere conservato? «Quando chiuderemo il cantiere, i lavori per il nuovo Policlinico andranno avanti. Molto spesso si confonde l' importanza scientifica dei dati e dei ritrovamenti con la persistenza sul terreno di strutture importanti». Le due cose non sono necessariamente collegate? «A Milano c' è stata continuità di vita, ogni epoca ha distrutto i resti della fase precedente. Quello che rimane molto raramente merita di essere conservato in situ». Vuol dire che si trovano poche tracce? «I resti delle grandi strutture sono minimi. E lo stesso scavo archeologico, per recuperare i dati, deve essere distruttivo. Ma si estraggono dati, informazioni e reperti che permettono di datare gli strati e ricostruire le vicende della città. Sotto Milano c' è un enorme archivio che conserva la memoria del passato, è un patrimonio della città». Come andrebbe gestito questo patrimonio? «In alcuni casi i risultati scientifici sono straordinari, se ci fossero più spazi e più fondi, con tutto il materiale trovato potremmo allestire mostre e ampliare il museo archeologico, per ricostruire e rendere accessibile la storia della città». L' esperta «Sotto Milano c' è un patrimonio che va valorizzato in un museo» Santucci Gianni Pagina 7
MILANO - Un tesoro dell' antica Roma scoperto sotto il Policlinico
Gli scavi per la ristrutturazione dell'ospedale Maggiore a Milano hanno rivelato una necropoli romana, con urne, anfore e vasi in perfetto stato. Le tombe risalgono al primo e secondo secolo dopo Cristo e sono state scoperte in un ampio cortile del Policlinico. La necropoli è stata scoperta dagli archeologi durante gli scavi per la ristrutturazione dell'ospedale. Le tombe sono state ritrovate tra i 3,5 e i 4 metri sotto terra e sono state scoperte in una zona sensibile dal punto di vista archeologico. I reperti trovati includono una lucerna a forma di piede, minuziosamente decorata, e diverse serie di sepolture sovrapposte.
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