No pseudo dibattito sulla portualità turistica nella città di Napoli si è tenuto nei giorni scorsi alla Mostra dOltremare per iniziativa della Unione nazionale armatori di diporto, costituita per presentare al pubblico una serie dimmagini provocatorie di porti turistici, disposti dal litorale del centro città fino alla rada di Pozzuoli. Tale presentazione ha costituito un esempio di pubblicità ingannevole, perché volta a potenziare la vendita di imbarcazioni da diporto che non potranno trovare capienza sul litorale dei comuni di Napoli e di Pozzuoli e perché non ha tenuto in alcun conto la possibilità di salvaguardare il paesaggio e la balneazione. E, ancora più grave, non ha tenuto in alcun conto il piano della portualità sul litorale della Regione predisposto dallassessore Cascetta. La presenza al tavolo della presidenza del coordinatore Bruno Vespa e di ben dieci oratori ha fatto sì che poco spazio sia rimasto per qualsiasi discussione. Vale la pena di osservare che la latitanza degli interlocutori che amministrano il waterfront (comuni di Napoli e Pozzuoli, Autorità portuale) e la voluta assenza dei tutori dei beni ambientali e paesaggistici hanno fatto sì che la maggior parte del tempo a disposizione sia volata nellesporre al pubblico le appariscenti proposte degli armatori, avallate da un elaborato economico dello studio Ambrosetti di Milano. Sgombrando il campo da ogni volontà di minimizzare lo sviluppo della nautica da diporto in Campania, la cui necessità è stata tra laltro già recepita dal piano regionale di potenziamento dei porti turistici, giova tuttavia affermare la priorità della fattibilità tecnica su ogni altro tipo di esigenze, quando si parla di portualità. In altre parole, la vocazione portuale di un paraggio e la salvaguardia paesaggistica del litorale limitrofo vanno tenute in debito conto, al punto tale da spostare lubicazione dellinfrastruttura qualora esse non vengano soddisfatte. Lingegneria marittima quindi non può essere considerata un corollario tecnico a servizio del territorio, ma costituisce un vero e proprio vademecum per la realizzazione di un marina degno di questo nome. Ed è anche quanto viene affermato dallo studio Ambrosetti di Milano, che nella fattispecie delle proposte non ha avanzato alcun parere di fattibilità tecnica. Daltronde buona parte del piano dei porti turistici della Regione (partito dal 2002 ed in fase di realizzazione) considera il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi dei porti esistenti piuttosto che la realizzazione di nuovi insediamenti portuali, proprio perché non sempre è possibile individuare paraggi in cui la vocazione portuale è del tutto soddisfatta. Facendo riferimento al litorale napoletano, che tra laltro non risulta di competenza dellassessorato regionale ma dellAutorità portuale, analizziamo singolarmente le diverse proposte avanzate dallUnione nazionale armatori da diporto. Partendo da oriente si osserva che lampliamento proposto per la darsena Acton dovrebbe essere realizzato con un frangiflutto parallelo allesterno del molo San Vincenzo. Tale ubicazione disattende ogni nozione di modello navigazionale, sia per avere unimboccatura esposta alla riflessione della traversia principale del Libeccio sul sopraddetto molo, sia per dover disporre di infrastrutture quanto meno pari a quelle della diga foranea del porto di Napoli. Di ben diversa fattibilità, anche da un punto di vista economico, appare la possibilità di utilizzare il lato interno del molo San Vincenzo, su cui è prevista la capacità di approdo di ben 40 superyatchs ormeggiati in mare ridossato (studio fatto in occasione del Piano regolatore del porto di Napoli del 2000). Tutto ciò senza rischio di alcuna tracimazione ondosa in condizioni meteomarine avverse. Daltra parte, quale altro motivo se non quello della protezione offerta dalla diga di levante del porto di Napoli ha indotto il capitale privato a programmare il porto turistico di Vigliena? Le proposte avanzate per via Caracciolo, Bagnoli, e Pozzuoli (ex Sofer) questultima compromettente anche per le strutture archeologiche sommerse possono essere commentate in gruppo, poiché esse disattendono sia le più elementari norme di sicurezza dallinquinamento e dalle azioni meteomarine, sia quelle non meno importanti che afferiscono alla salvaguardia paesaggistica, e tutto ciò in aperto dispregio della legislazione esistente. In particolare, la copertura proposta su via Caracciolo annulla la rilevante testimonianza del progetto Alvino-Bruno, con il suo caratteristico profilo. Forse meno contraddittoria è la sola proposta di Nisida (Cala Badessa), dove però sussistono altre problematiche tecniche e urbanistiche (accessibilità, assenza di aree di cantiere, esposizione alle traversie, eccetera). Non va sottaciuto, ma sottolineato, che su tutto il litorale in questione ed in particolar modo sulla fascia costiera occidentale, il Comune di Napoli ha più volte affermato come prioritaria lesigenza di destinare alla balneazione la fruizione della costa, privilegiando così la stessa balneazione ad altri usi. Ed è per questo che si è programmato il disinquinamento e la bonifica del litorale di Bagnoli che da anni (14 per lesattezza) non ha ancora avuto luogo. Peraltro le esigenze di tipo paesaggistico ed archeologico sono quelle che si riferiscono alla salvaguardia del litorale di Pozzuoli, dove esiste già un piano dellAssessorato regionale ai trasporti che prevede il potenziamento del porto esistente, piano che invece nelle attuali proposte per Pozzuoli viene del tutto disatteso. (Edoardo Benassai, Francesco Bruno, Gianni de Medici, Aldo Loris Rossi, Gianni Lubrano di Ricco, Mario Migliore, Giulio Pane, Raffaele Raimondi)
NAPOLI - progetti sul porto turistico: prima norma è la fattibilità
La Mostra dOltremare di Napoli ha ospitato un dibattito sulla portualità turistica nella città, organizzato dallUnione nazionale armatori di diporto. La presentazione ha presentato immagini provocatorie di porti turistici, ma è stata criticata per essere un esempio di pubblicità ingannevole che non tiene conto della salvaguardia del paesaggio e della balneazione. La presenza di oratori, tra cui il coordinatore Bruno Vespa, ha limitato lo spazio per la discussione. La maggior parte del tempo è stato speso nel presentare le proposte degli armatori, avallate da un studio economico. La priorità della fattibilità tecnica è stata sottolineata, e la salvaguardia paesaggistica del litorale è stata considerata importante.
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