Tromba daria ne abbatte 50. Paura per i visitatori anche a villa Borghese Tra le cause anche letà di molte piante e il taglio delle radici per le gallerie dei servizi -------------------------------------------------------------------------------- È entrata allaltezza del civico cinque di via Spallanzani. Ha percorso di volata la parte bassa del giardino costeggiando via Siracusa, fino a giungere alla Serra moresca. Lì ha compiuto una piroetta. Quindi, se ne è uscita dopo pochi minuti. Rapidamente, come era arrivata. Ma lasciando alle sue spalle uno spettacolo desolante: in sei ettari di verde, cinquanta alberi abbattuti; molti dei quali mastodontici e antichi perché piantati dal principe Alessandro nel lontano 1840. Come un goffo gigante, la tromba daria di Pasqua ha portato distruzione a villa Torlonia. E meno male che, a causa della pioggia torrenziale, non cerano visitatori a gironzolare tra palazzine e canneti; né, grazie alla festività, era al lavoro il responsabile del cantiere della Serra: sarebbe rimasto schiacciato sotto il pino secolare che si è schiantato sul container del suo ufficio. Ma rami, o interi pini, sradicati dal maltempo di Pasqua, si sono contati anche a villa Borghese, sui giardini di Colle Oppio davanti al Colosseo e, a decine, al cimitero di Prima Porta che a Pasquetta è rimasto chiuso per ordine dei vigili del fuoco. I pompieri ieri hanno impedito laccesso anche a villa Torlonia, e per tutta la mattina. I cancelli sono stati aperti solo alle 14.30, dopo che è intervenuta la protezione civile e che tre operai hanno piazzato una lunga fila di transenne dal Teatro alla Casina delle civette, escludendo dalla visita la metà superiore della villa. Cioè i sei ettari che per almeno un mese resteranno chiusi al pubblico. La tromba daria è stata chirurgica nel taglio della vegetazione dei Torlonia. Sono andati giù i colossali e centenari (ma anche i giovani) cipressi e i pini marittimi. Le esili robinie si sono piegate al vento e solo qualche tronco è stato scempiato. Bene è andata tutto sommato anche ai lecci. E benissimo ai saldi, colossali cedri del Libano. Se le raffiche di vento avessero soffiato più a monte, avrebbero colpito gli alberi che costeggiano il teatro. Li avrebbero catapultati sui tubi innocenti posti da mesi intorno alledificio in restauro: un disastro. Invece, qualche benevola divinità floreale ha vegliato sul parco. I cedri in fila che sulla collinetta portano alla grotta Nymphae Loci (come si legge sulla porta del complesso) sono infatti caduti uno appresso allaltro: ma dal lato opposto alla Serra in restauro che, altrimenti, sarebbe stata definitivamente distrutta dai tronchi divelti. «È rimasto in piedi solo un cipresso, ma andrà abbattuto perché ora è pericolante» ha spiegato Alberto Busnarda, della Sovrintendenza comunale, che ha seguito sin da Pasqua gli interventi di messa in sicurezza della villa. L"effetto domino" ha mandato radici allaria i cipressi in linea con lingresso al Villino Rosso. O i pini che costeggiano, lì di fronte, il canneto, parzialmente distrutto dal crollo a catena dei tronchi. Lunico danno alle murature (ma lieve) del capolavoro fatto costruire dai Torlonia si è registrato nella finta scogliera davanti alla Serra. E una palma ha attutito il colpo del giovane cipresso divelto dalla tromba daria, altrimenti la capannina del Campo di Torneo sarebbe andata ko. Ma quali sono le cause dellecatombe di alberi nelle ville e per le strade cittadine? Spiega Stefano Mastrangelo, direttore del Servizio Giardini: «Innanzitutto, londata straordinaria di maltempo. Lintensità di pioggia e grandine, associata alla forza della tromba daria, ha avuto leffetto di una miscela esplosiva per la stabilità degli alberi, anche dei più forti e giovani. Per gli alberi lungo le strade, contribuiscono al crollo letà avanzata, la forte antropizzazione, la qualità insufficiente delle radici dovuta ai vecchi scavi dei sottoservizi». E villa Torlonia? «Il caso delle ville storiche è diverso: gli alberi sono "anziani". Inoltre, lapparato delle radici non è molto esteso anche per la presenza degli impianti di irrigazione che non sollecitano la pianta a cercare sostanze nutritive in profondità. Comunque, sono concause di scarsa importanza di fronte al maltempo delle ultime ore».