È una lettera «amichevole», un' esortazione al sindaco Letizia Moratti. Oggetto: i maxi parcheggi di Sant' Ambrogio e della Darsena. La lettera, in nome dei cittadini, è stata firmata dagli avvocati Veronica Dini, Felice Besostri, Vito Rappelli. E fa leva in particolare su alcune clausole delle convenzioni con cui Palazzo Marino ha avviato quei due parcheggi, ritenute «smisuratamente lesive degli interessi del Comune, quanto inspiegabilmente garantiste» per le aziende. L' esempio più evidente: un articolo della convenzione dice che, se dovessero esserci ritrovamenti archeologici, l' azienda avrà diritto a una proroga sui tempi dei lavori e a un indennizzo sui costi. Il problema è che al momento in cui è stata firmata la convenzione, i ritrovamenti non erano «possibili» ma già certi: sia per la documentazione della soprintendenza archeologica, sia perché lo scavo era già aperto. «Per queste ragioni - spiega l' avvocato Dini - chiediamo al Comune di rinegoziare queste clausole, prima che un qualsiasi cittadino possa aprire un contenzioso di fronte alla Corte dei conti». Pagina 2
MILANO - Darsena e Sant' Ambrogio - Scavi e legalità: lettera alla Moratti
È una lettera amichevole, un' esortazione al sindaco Letizia Moratti. Oggetto: i maxi parcheggi di Sant' Ambrogio e della Darsena. La lettera, in nome dei cittadini, è stata firmata dagli avvocati Veronica Dini, Felice Besostri, Vito Rappelli. E fa leva in particolare su alcune clausole delle convenzioni con cui Palazzo Marino ha avviato quei due parcheggi, ritenute smisuratamente lesive degli interessi del Comune, quanto inspiegabilmente garantiste per le aziende. L' esempio più evidente: un articolo della convenzione dice che, se dovessero esserci ritrovamenti archeologici, l' azienda avrà diritto a una proroga sui tempi dei lavori e a un indennizzo sui costi. Il problema è che al momento in cui è stata firmata la convenzione, i ritrovamenti non erano possibili ma già certi: sia per la documentazione della soprintendenza archeologica, sia perché lo scavo era già aperto. Per queste ragioni - spiega l' avvocato Dini - chiediamo al Comune di rinegoziare queste clausole, prima che un qualsiasi cittadino possa aprire un contenzioso di fronte alla Corte dei conti.
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