Una sala fissa per Lorenzo Viani Spazio agli artisti del Premio Viareggio Due rampe di scale, per salire al primo piano di Palazzo delle Muse e trovare il solito schieramento di transenne che ti si para davanti. Lo sguardo, però, non sbatte più contro i lavori in corso da una vita, ma può già sbirciare nel futuro (ormai imminente) della Galleria d'arte moderna e contemporanea (Gamc). E se di Gauguin, Picasso, De Chirico e Viani non c'è ancora traccia, la nuova vita dello storico edificio viareggino si legge nell'odore pulito della calce, nel crepitio leggero del cellophan e nella luce calda che rompe la penombra del lungo corridoio, finalmente svelato anche agli occhi più distratti. Ieri, nonostante fosse la vigilia di Pasqua, i lavori alla Gamc di piazza Mazzini non si sono fermati: due i tecnici all'opera sull'impianto elettrico dell'area più vicina alle scale, mentre pochi metri più avanti altre persone verificavano il buon funzionamento di alcuni faretti e l'effetto prodotto dalla luce sulle pareti destinate ad accogliere il prezioso patrimonio della galleria. Già al loro posto, invece, sono gli infissi, almeno per quel che si può vedere dal pianerottolo: una grande porta a vetri, sulla sinistra, conserva ancora due ritagli di nastro adesivo incrociati a "x", mentre sul lato opposto il nero laccato di una maniglia segnala un accesso dalle dimensioni più ridotte. Tutto raccolto nel bianco candido delle pareti, intonacate di fresco a giudicare dall'odore di calce, e illuminato dai riflessi marmorei del pavimento, nonostante lembi di cellophan, polvere e attrezzature di lavoro sparse qua e là ne nascondano ancora parzialmente la superficie. Il dirigente del settore cultura del Comune, Giulio Marlia, conferma: «Abbiamo ottenuto il via libera dalla Sovrintendenza e da martedì possiamo traslocare nelle sale le opere che saranno esposte». Oggi già "impacchettate" a villa Paolina. Sembra di capire che i valori di umidità, temperatura, luminosità che Lucca aveva imposto di monitorare in tutte le sale siano risultati compatibili con la presenza delle opere d'arte e la loro fruizione da parte dei visitatori. Così - la conferma arriva dall'assessorato alla cultura - il 5 aprile alle 17, a nove giorni dal voto per la scelta del nuovo sindaco, tutto sarà pronto per il taglio del nastro. L'arte di scegliere.Tremila i "pezzi" d'arte varia che, a rotazione, troveranno posto nelle sale di palazzo delle Muse. A spiegarlo è Antonella Serafini, che per il Comune "accompagna" da mesi la nuova creatura verso i suoi primi passi e cura l'allestimento dopo aver ideato, progettato e ordinato i tre volumi che raccontano la collezione Pieraccini. «Il museo è progettato in maniera flessibile - sottolinea Serafini - anche per consentire quei cambiamenti che in parte sono obbligatori visto che le opere di grafica, per esempio, non possono stare esposte più di sei mesi perché altrimenti si sciupano». Dalle 300 alle 400 opere è l'esposizione consentita dagli spazi recuperati nello storico palazzo, ma per l'apertura saranno in tutto 450. Di queste, alcune non lasceranno mai la nuova collocazione: «L'idea - continua Antonella Serafini - è quella di avere un'ala non modificabile per accogliere in modo stabile le opere di Lorenzo Viani, fatte salve le grafiche per motivo già noto». In occasione dell'inaugurazione, sottolinea Serafini, sarà la prima volta che viareggini e non «potranno ammirare tutte insieme le opere di Viani che fanno parte del patrimonio comunale». Il premio Viareggio.Tra il 1970 e il 1990 il celebre premio letterario, simbolo della città, mise insieme un discreto numero di opere d'arte, tra grafica, pittura e scultura. L'idea - ricorda Serafini - «era quella di arrivare ad avere una vera e propria collezione del Premio stesso». Sono più di 150 opere, che avranno uno spazio dedicato all'interno della Galleria e saranno affiancate da una serie di lavori provenienti dalle collezioni Levy, Parisi e Bonetti «tutte legate al premio e che documentano il clima culturale degli anni nei quali la manifestazione nasceva». Di Bonetti, per esempio, sono state scelte alcune caricature di personaggi che ruotavano intorno al Premio Viareggio, mentre Moses Levy lascia il segno nei tratti del presidente della manifestazione, Leonida Repaci e dello scrittore Enrico Pea. La Versilia nell'arte. Un'intera sala sarà dedicata a quello che Antonella Serafini definisce «lo sguardo sulla Versilia». Opere e paesaggi legati a questa terra, sia per la provenienza stessa dell'autore, sia per il legame costruito «con rapporti continuati e fecondi» da artisti che la Versilia hanno invece scelto per la propria produzione. La grafica. Quattro piccole personali, tutte di incisioni, per un allestimento che tiene insieme Fattori e Klinger, per spaziare a Mirò e Man Ray. E poi, conclude Serafini, le opere di grafica che dal 1966 a oggi «i coniugi Pieraccini hanno commissionato per farne dono natalizio», oltre ad una prima scelta dalla collezione donata al Comune (2300 pezzi in tutto, per due terzi grafica) che spazia «dai primi viareggini alle incisioni di Picasso».
LUCCA - VIAREGGIO. Galleria d'arte moderna, arrivano le opere
Il Comune di Viareggio ha ottenuto il via libera per la trasformazione della Galleria d'arte moderna e contemporanea (Gamc) in un museo. I lavori di restauro e ristrutturazione sono in corso e sono previsti per essere completati entro il 5 aprile. La galleria sarà aperta al pubblico e sarà esposta una vasta collezione di opere d'arte, tra cui quelle di Lorenzo Viani, Gauguin, Picasso e De Chirico. La collezione Pieraccini sarà anche esposta, con opere di grafica e pittura. La galleria sarà dedicata a diverse tematiche, tra cui l'arte di Viareggio, la grafica e la Versilia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo