La minoranza critica sin dall'inizio ad eccezione della Lega. Ora le perplessità anche in giunta Nel progetto di villa Kechler investiti quasi due miliardi di lire, ma i risultati non arrivano Codroipo Sull'effettiva validità della scelta la minoranza è stata fin dall'inizio molto scettica, anzi critica. Ad eccezione della Lega che, a suo tempo, grazie ai propri rappresentanti regionali, fece arrivare a Codroipo un contributo milionario (in lire, allora furono 1 un miliardo e 750 milioni) per l'acquisto della collezione di carrozze storiche che avrebbe dato vita al museo. Fortemente voluto dall'allora sindaco Giancarlo Tonutti, che ha sempre teorizzato con convinzione la forte potenzialità dal punto di vista turistico che tale struttura avrebbe avuto, il museo delle carrozze di San Martino non smette di sollevare perplessità in merito alla sua reale forza d'attrazione. Ora a fornire occasione di dibattito sono i dati relativi alla prima stagione di biglietti staccati nella nuova sede del museo, in una barchessa di Villa Kechler a San Martino di Codroipo. La biglietteria, attivata lo scorso maggio, ha emesso, nel 2007, tagliandi per una cifra che supera di poco i 1700 euro (da maggio alla fine di dicembre, 3450 le presenze, compresi gruppi e scolaresche). Poco, troppo poco per la minoranza. "Quel pozzo di San Patrizio - commenta il rappresentante della civica "Ripensare a Codroipo", Raffaello Tosatto, rappresenta sempre in modo più evidente uno sperpero oltre che di denaro pubblico, anche di risorse umane, senza alcun beneficio per Codroipo e il suo territorio. Oltre ai soldi spesi per la struttura, ci sono da considerare anche i contenziosi che alcune ditte appaltatrici di lavori hanno in essere con il Comune. Il museo delle carrozze è una scelta scellerata: ipotizzare che qualcuno sarebbe stato interessato ad arrivare a Codroipo per visitare una collezione che, anche a detti di esperti, risulta scadente - prosegue Tosatto - è stato qualcosa di veramente assurdo". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il capogruppo di An, Bruno Di Natale, il quale ironizza: "Prevedere pullman di turisti in arrivo da tutta Italia e anche da oltre confine a San Martino per ammirare la collezione di carrozze? Nemmeno sotto la minaccia delle armi ciò potrebbe accadere!". Ma qualche dubbio in merito al progetto arriva ora anche dalla maggioranza. A parlare è l'assessore alla cultura, Luca De Clara. Pur dichiarandosi convinto della bontà della scelta di realizzare il museo delle carrozze e pur confermando la qualità e la forza d'attrazione della struttura, De Clara esprime perplessità in merito alla promozione del museo. Quello attuale, è convinto l'assessore, è il momento più difficile per questa realtà, in quanto è ora che bisogna iniziare a lavorare in modo proficuo nella promozione, per risultati che si potranno vedere solo tra qualche anno. "Ed essere costretti ad operare quasi esclusivamente con fondi propri, senza la garanzia di un significativo sostegno a livello regionale -sospira De Clara- è davvero cosa ardua". Insomma, solo per la realizzazione di un servizio fotografico di qualità, di volantini accattivanti, si spendono belle cifre. Poi bisogna lanciare il museo, inserendolo in circuiti di rilievo, a livello nazionale e anche internazionale, investire in pubblicità sui mass media, sulle riviste specializzate. Tutto ciò, afferma De Clara, ha un costo per noi insostenibile. Questo non è, precisa l'assessore, un museo didattico, come quello archeologico di Codroipo che funziona molto bene con i laboratori per le scuole. Questo è un museo che deve aver un suo significato a livello turistico molto ampio. L'assessore alla cultura fa capire chiaramente che, se gli proponessero oggi il progetto, in assenza di garanzie di contributi costanti per la promozione, ci penserebbe molto a lungo prima di esprimersi favorevolmente. C'è da precisare che De Clara non era assessore quando venne deciso di realizzare la struttura di San Martino. Attualmente la curatrice, Donatella Guarneri, secondo De Clara, sta facendo un ottimo lavoro, attraverso iniziative volte a tessere una serie di relazioni con fondazioni in diverse parti di Italia.