Fontane zampillanti, una teoria di pavoni e galli cedroni in grandezza naturale che si muovono nella fitta vegetazione interrotta dall'esplosione cromatica delle rose: è il giardino segreto che è ritornato a nuova vita grazie al «pollice verde» della Soprintendenza archeologica di Salerno. In senso figurato. Già, perchè l'oasi paradisiaca di via Mercanti è stata resa, dopo secoli, fruibile ai visitatori, complice l'accurato restauro degli ambienti della domus romana rinvenuta occasionalmente, sul finire degli anni Ottanta, in seguito ai lavori di ristrutturazione di due negozi e solo oggi restituita al patrimonio collettivo. Una piccola Pompei nel centro storico. Sì, perchè la dimora patrizia, scoperta a cinque metri dal fondo stradale, non ha nulla da invidiare alle abitazioni opulente della «città fantasma». Basta guardare l'elegante foggia degli affreschi che adornano il «giardino d'inverno» e che rimandano alla fine arte pittorica dei romani, purtroppo ancora oggi relegata al semplice ruolo di «decorazione». Il colpo d'occhio è straordinario, l'atmosfera resa ancor più surreale dai resti di elementi marmorei di trabeazione e fusti di colonne in crollo, spettri rievocanti il periodo d'oro della Salerno imperiale. La visita alla domus sarà sicuramente l'appuntamento più notevole della Settimana della Cultura, un dono ai salernitani da parte del neo soprintendente per i Beni archeologici Mario Pagano. Il complesso residenziale, risalente alla prima età imperiale e restituito alla luce prima da Adele Lagi e poi da Maria Antonietta Iannelli, sarà straordinariamente aperto dal 25 al 31 marzo (ore 15-20, 30 su appuntamento prenotandosi allo 089 224266). Per l'occasione è stato inaugurato un accesso autonomo al civico 19 del Vicolo della Neve, una vera e propria porta che conduce alla Salerno sotterranea ancora tutta da scoprire. «La domus apre una nuova strada alle ricerche sulla città romana - conferma la Iannelli - Se è documentato, infatti, l'abitato della fase repubblicana che si estendeva, seguendo il perimetro in elevato delle mura, dall'attuale palazzo Carrara alle pendici del monte Bonadies, l'età imperiale è da ricostruire. Ora possiamo stabilire con certezza che, in questo periodo, c'è stata una forte avanzata urbanistica con insediamenti nella centro storico "basso" della città». E, a proposito di storie ritrovate, ecco l'altra chicca offerta ai turisti dell'arte dalla soprintendenza: il prezioso vasellame recuperato dagli scavi effettuati nell'albergo Caruso di Ravello e in esposizione dal 25 al 31 marzo (dalle 9 ad 1 ora prima del tramonto) nella villa romana di Minori. Piatti, brocche, vasi di fattura siculo-magrebina, bizantina e locale: gli arredi superstiti dei banchetti offerti dalla nobiltà ravellese tra XII e XV secolo.
CAMPANIA - Ecco il giardino segreto, Salerno come Pompei
Il giardino segreto di via Mercanti a Salerno è stato restaurato e aperto al pubblico. La domus romana, scoperta negli anni '80, è stata restaurata e ora è possibile visitarla. Il giardino è stato restaurato e ora è possibile ammirare gli affreschi e gli elementi marmorei. La visita alla domus sarà aperta dal 25 al 31 marzo. Inoltre, è stato inaugurato un accesso autonomo al civico 19 del Vicolo della Neve, che conduce alla Salerno sotterranea. La domus apre una nuova strada alle ricerche sulla città romana. Inoltre, è stata esposta una collezione di vasellame recuperato dagli scavi dell'albergo Caruso di Ravello.
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