Diecimila persone in trenta giorni per la mostra di Valerio Castello, parla il direttore Luca Leoncini Manca una vera programmazione complessiva e una mostra-traino per rilanciare la città Luca Leoncini sta sulla soglia del museo statale di Palazzo Reale che dirige e guarda i voli dei gabbiani che incrociano il cielo grigio. Nella pancia del palazzo, cè il rinnovato Teatro del Falcone, dove un mese fa ha aperto la mostra su Valerio Castello, diecimila visitatori in trenta giorni, e un silenzio intorno, in questa città, che lo amareggia. Leoncini cosa succede? I funzionari del Ministero a Genova sono tutti di pessimo umore. «Comprensibile, tutto è intricato da riforme e provvedimenti che sintrecciano e si sovrappongono, in più Genova è una città che deve ancora capire cosa vuole diventare. E tutti se la prendono con Valerio Castello». In che senso? «Si tuona contro questa mostra, su «un pittore minore allievo di pittori minori» lhanno definita, ma qualcuno protesta a Firenze quando si fanno mostre sul Rinascimento? A Genova letà aurea della pittura è il Seicento ed è giusto continuare ad indagarlo. Poi, Valerio Castello è vissuto molto poco, se la sua attività fosse stata più lunga sarebbe tra i più grandi pittori italiani». Chi accusa? «Nessuno. Solo voglio riflettere su cosa vuol fare Genova con la cultura. Sono daccordo, ci vogliono mostre di grande richiamo, ma anche deve continuare il lavoro scientifico sul patrimonio, ripeto altissimo, che abbiamo e non si conosce ancora. Propongo un duopolio, Palazzo Ducale - Palazzo Reale». Lancia una sfida al Palazzo dei Dogi? «No, una collaborazione. Già partita, ed ottimamente, con il Comune proprio per questa mostra di Castello. Al Ducale andrebbero organizzate mostre di grande appeal - Impressionisti, Picasso, Pollock - al Reale, che è legato alla Soprintendenza, quelle sul patrimonio del territorio. E al Ducale occorre un comitato scientifico permanente, che programmi e dia un "taglio" originale anche su esposizioni cosiddette di "cassetta", così non si scade nel "mostrificio". A Genova serve un calendario di eventi di grande traino, per la città tutta». Cè chi dice che Valerio Castello sia un flop di pubblico «Non è un risultato da sottovalutare, 10.000 visitatori. Ci siamo inventati un ufficio-gruppi, che a Palazzo Ducale, sembra incredibile, non esiste. E che invece esiste per ogni grande mostra nel mondo. Lufficio gruppi contatta, nei mesi precedenti linaugurazione, tutte le associazioni e le scuole sul territorio nazionale, per segnalare la mostra e strappare prenotazioni. Perché a Genova non cè?». (m. b.)
LIGURIA - E Palazzo Reale denuncia il silenzio
Il direttore del museo statale di Palazzo Reale, Luca Leoncini, si trova a dover affrontare la critica per la mostra di Valerio Castello, che ha attirato solo 10.000 visitatori in 30 giorni. Leoncini sostiene che la mostra non è stata programmata in modo complessivo e che non c'è una mostra-traino per rilanciare la città. Inoltre, critica il fatto che il Ministero abbia creato un ufficio-gruppi per promuovere le mostre, ma che non esista a Palazzo Reale. Leoncini propone una collaborazione tra Palazzo Ducale e Palazzo Reale per organizzare mostre di grande appeal, come Impressionisti e Picasso, e per creare un comitato scientifico permanente per programmare le esposizioni.
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