«Quella piazza, lasciata in completo stato di abbandono, di fronte alla Certosa (nella foto) proprio non va. Il traffico, interrotto bruscamente con lo sbarramento fatto di catene e pilastri e cemento, costituisce un non senso». Il refrain ripetuto è lo stesso. Adesso si eleva più alto e forte la protesta di residenti e forestieri i quali lamentano le condizioni in cui versa lo spazio di fronte al celebre monastero. Sono quasi tre anni che la strada, che unisce la Pieva a Rezzano, passando davanti la Certosa, è stata interrotta in maniera abbastanza discutibile e senza troppo rispetto neppure per l'importanza del complesso monumentale, simbolo della valle Graziosa, e non solo. Buon gusto e senso pratico avrebbero dovuto suggerire ben altra soluzione, anche tenendo conto della vocazione turistica del territorio. Da parte dell'amministrazione comunale è stata decisa la chiusura della viabilità nell'obiettivo dichiarato che si sarebbe anche restituito al selciato la strada, pure ricca di storia e storia dell'arte. Invece nulla è stato fatto se non lo stop al traffico che comunque qui non ha mai rappresentato un problema. Altre le pietre al muro del pianto. In primo luogo si registra l'assenza totale di un parcheggio. Eppure sono decine di migliaia i visitatori della Certosa, attratti dal museo di storia naturale (è il secondo in Italia) e dalla parte riservata al culto. Guidatori di pullman e conducenti delle auto private sono costretti ad arrangiarsi in vie secondarie non di rado in un caos indescrivibile. Come spesso avviene, si registra il rimbalzo di responsabilità tra ente locale e sovrintendenza ai monumenti. Va da se che il tanto auspicato parcheggio al momento rimane un desiderio. A completare il quadro poco edificante, c'è lo stato di degrado di muri e muretti lungo i Madonnoni e verso Rezzano. Davvero un pessimo biglietto da visita. Pla