COLLEZIONI - Sempre meno visitatori nella struttura pisana, ormai meta di nicchia II Museo Nazionale di San Matteo di Pisa è tanto prezioso quanto poco frequentato dai visitatori della città di Pisa, ed è ormai meta solo di un turismo erudito. L'ingresso del museo, soffocato da due attigui palazzi e da un piccolo cortile-parcheggio di moto e ciclo-veicoli, introduce alla visita del nucleo più importante conservato in Italia di ceramiche vetrate e dorate islamiche dell'Xl secolo, alle croci lignee pisane dipinte nel XIII secolo, alle sculture marmoree di Nicola, Giovanni e Nino Pisano, al San Paolo di Masaccio, alla tavola Madonna con Bambino del Beato Angelico e all'eccezionale busto reliquario in bronzo fuso dorato e cesellato di Donatello, raffigurante San Lussorio, una delle prime opere di fusione dello scultore del Quattrocento. Le ceramiche conservate al San Matteo rappresentano il nucleo che caratterizza l'unicità del museo e sono di manifattura egizia, tunisina, siriana, spagnola e siciliana. I bacini ceramici egizi si fanno apprezzare per la sofisticata decorazione a lustro metallico, tecnica che dava alla ceramica particolari riflessi, mentre le ceramiche siriane sono realizzate con la tecnica a vetrina alcalina con raffigurazioni fitomorfiche (racemi con foglie) e zoomorfiche sotto uno spesso rivestimento vetroso privo di piombo e stagno. L'uso a cui il vasellame era destinato fu del tutto particolare. Molti dei piatti ceramici non andavano a imbandire le mense nobiliari dei pisani bensì finivano per ornare le facciate e le navate delle chiese come quella di Santo Stefano, Santa Cecilia e San Zeno dove ancora si possono vedere gli spazi vuoti lasciati dopo la rimozione e la conservazione nel Museo di San Matteo. Questa unicità di collezione di ceramiche già di per sé meriterebbe altra visibilità. Secondo i dati del ministero dei Beni culturali, gli ingressi sono in netto calo: dai 6.149 paganti del 2001, ai 5.128 del 2002. Per avere un termine di paragone, basti tenere .conto del dato della CertosaMonu-mentale di Calci che, pur posizionata fuori città, accoglie -etee 14mila visitatori annui. Negli anni dal 1989 al 1995, il calo degli ingressi è stato pari al 35 per cento. Per il medievista Marco Tangheroni, le concause di una simile debacle sono «la mancanza di un'azione di promozione del museo, l'esistenza solo sulla carta di un sistema museale pisano, lo scarso spirito di iniziativa nella conduzione del museo». «Da anni ribatte Maria Giulia Burresi, direttrice del Museo il Ministero non nomina un direttore amministrativo per la Sovrintendenza di Pisa competente sul San Matteo. Abbiamo una carenza di personale del 25 sul fabbisogno con il mancato ricambio dei dipendenti in pensione e si aggiunga anche la mancanza di sponsorizzazione da parte dei privati per le attività museali».
Il San Matteo a caccia di marketing
Il Museo Nazionale di San Matteo di Pisa, una delle collezioni più preziose d'Italia, è sempre meno frequentato dai visitatori. Il museo, che ospita ceramiche vetrate e dorate islamiche, croci lignee, sculture marmoree e opere d'arte del Quattrocento, ha un ingresso in netto calo. Secondo i dati del ministero dei Beni culturali, gli ingressi sono scesi dal 2001 al 2002 da 6.149 a 5.128. Il museo è considerato una meta di nicchia per il turismo erudito, e la sua mancanza di promozione e di un sistema museale pisano è una delle cause del calo degli ingressi.
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