"Il folle progetto di trasformare via Nazionale in autostrada va avanti, grazie anche ai provvidenziali e pretestuosi veti della Sovrintendenza, gravemente penalizzanti per il trasporto pubblico: no al tram, no alle corsie degli autobus al centro, no ai cordoli, no a tutta la cura del ferro facendone saltare il pilastro fondamentale". Così in una nota lAssociazione Utenti del Trasporto Pubblico che, "al fine di evitare di consegnare la città alle automobili con labbandono definitivo quanto inconfessato della Cura del Ferro e con uninutile autostrada in pieno centro di Roma, formula una proposta alternativa per Via Nazionale, in attesa di soluzioni migliori: fare una grande isola pedonale. Via le automobili, via i motorini, via il traffico privato, via tutto. Restano solo gli autobus, mantenendo le corsie nellattuale posizione. Nellarea al centro della strada si realizza un grande marciapiede. Con i sampietrini. Si può fare, via Nazionale è allinterno della Ztl, cè solo un modesto traffico locale che non risentirebbe della pedonalizzazione". "Signor Sopraintendente conclude lUtp - così va bene, o sono antiestetici anche i pedoni?". Nello specifico, lintervento su via Nazionale approvato dalla soprintendenza e dal ministero dei Beni culturali, si svilupperà in due fasi: rinnovamento del sottosuolo e rifacimento del manto stradale. Con la prima fase saranno riqualificate le gallerie dei pubblici servizi (acqua, luce, elettricità e telefonia), costruite agli inizi del secolo scorso e ormai colme di cavi e non funzionali agli interventi di manutenzione e di pronto intervento in caso di guasto. "In questa zona - ha ricordato Morcone - gravitano importanti uffici della capitale, come la questura e il Viminale. E' necessario un intervento che rimetta ordine nel sottosuolo". Lintervento nel sottosuolo impiegherà circa 60 tra operai e tecnici. "I primi giorni - ha spiegato Conti - saranno dedicati alla messa in sicurezza degli accessi alle gallerie. È estremamente difficile mandare a lavorare in sicurezza gli operai in gallerie costruite agli inizi del secolo scorso, dunque, realizzeremo delle camere di sicurezza per laccesso". "Non sarà - ha tenuto a precisare Conti - un intervento innovativo, ma conservativo, volto a mantenere lattuale assetto di via Nazionale". La seconda fase dei lavori su via Nazionale, inizierà non prima della fine di maggio e riguarderà la riqualificazione del manto stradale. Per il momento, il progetto prevede il rifacimento dei manto in asfalto e la rimozione dei sampietrini che saranno utilizzati per i passi carrabili di via Nazionale, per lampliamento della zona pedonale di fronte a Palazzo delle Esposizioni e, in un secondo momento, potrebbero essere impiegati per il restyling del Tridente. "Il progetto - ha detto Morcone - è stato autorizzato dalla soprintendenza. Si è immaginato di sostituire i sampietrini con lasfalto perché, in una strada come via Nazionale, il sampietrino non può reggere il passaggio di un traffico così imponente e pesante".