Stefano Miliani su lUnità commenta con soddisfazione lultimo passaggio del nuovo Codice dei Beni culturali a cui manca ora solo la firma del Capo dello Stato. Il titolo dellarticolo ne evidenzia un aspetto molto importante ai fini anche del paesaggio e cioè che "la bellezza è un valore unitario". Importante perché il dibattito e le polemiche che lhanno finora accompagnato si erano incentrate -non certo a torto- soprattutto sui profili istituzionali ovvero il rapporto stato-regioni e enti locali. Aspetto non separabile però dal merito ossia da cosa si intende per paesaggio. Milani al riguardo sottolinea che il nuovo Codice rispetto al vecchio e grazie in particolare a Settis ne allarga la concezione delineandolo non solo come depositario di "bellezza" naturale bensì come patrimonio di cui fanno parte la natura quanto lopera delluomo. Dai monti ai borghi tanto per semplificare. Tanto è vero che più volte nel recente passato si era cercato - purtroppo senza successo - di integrare l'art 9 della Costituzione per "aggiornarlo" sotto questo profilo. Daltra parte la vicenda del killer del pino marino che sta decimando le nostre pinete costiere in Toscana soprattutto allinterno dei parchi conferma in maniera esemplare questo intreccio paesaggio-natura spesso ignorato. Ma proprio per questo è sorprendente che neppure Miliani dica qualcosa sul fatto che il nuovo codice sottrae - ad esempio alla pianificazione dei parchi proprio il paesaggio. Insomma mentre giustamente si sottolinea il passo avanti nella nuova concezione del paesaggio sancita dal Codice non si coglie lincoerenza di questa norma che torna a scindere ciò che si è appena unificato. Si ritiene davvero che questo gioverà alla tutela del paesaggio? Renzo Moschini, Pisa Gentile Moschini, ringraziandola per lattenzione e la competenza su un tema così delicato e importante, converrà chiarire che il Codice, nellarticolo numero 145, subordina anche le «aree naturali protette» ai piani paesaggistici su cui il testo stesso legifera. Cordialmente, ste. mi.
CODICE - II nuovo codice si dimentica dei parchi
Stefano Miliani, commentando l'approvazione del nuovo Codice dei Beni culturali, sottolinea l'importanza di considerare la bellezza come un valore unitario, sia per il paesaggio che per la natura. Il nuovo Codice allarga la concezione del paesaggio, includendolo non solo come depositario di bellezza naturale, ma anche come patrimonio che include l'opera dell'uomo. Tuttavia, Miliani non menziona il fatto che il nuovo codice sottrae la pianificazione dei parchi, che spesso includono il paesaggio, e che questo potrebbe scindere ciò che si è appena unificato.
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