Nella partita tra commercianti e Comune, sul campo dei dehors, in vantaggio Palazzo DAccursio. Il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva della delibera comunale che ha introdotto lautorizzazione della Soprintendenza come atto necessario per la concessione del suolo pubblico, al fine di ospitare i «prolungamenti» allaperto di bar, pub, ristoranti. Ricorso presentato da sei locali (tra i quali, il Bar Wolf di via Massarenti e il Cafè Le Palais di via de musei) con il patrocinio di Ascom, contrari alla nuova procedura, perché fonte di un ulteriore aggravio burocratico. Per il Tar, invece, «non si ravvisano motivi validi per accogliere il ricorso», spiega, soddisfatta, lassessore al commercio Maria Cristina Santandrea. La sentenza del Tar è arrivata il giorno dopo lapprovazione da parte del Consiglio dei Ministri del nuovo Codice dei Beni Culturali, che attribuisce proprio maggior potere decisionale alle Soprintendenze. «Significa che il Comune di Bologna si sta muovendo in perfetta sintonia con la normativa nazionale», sottolinea Santandrea e aggiunge «Si intuisce che la Soprintendenza sarà chiamata a valutare anche larco temporale nel quale noi rilasceremo le concessioni». Si andrà verso ulteriori irrigidimenti, in altre parole. Inevitabile il disaccordo delle associazioni di categoria, che stanno valutando lopportunità di fare ricorso al Consiglio di Stato: «Restiamo convinti delle nostre ragioni - commenta Giancarlo Tonelli, direttore generale di Ascom -Ribadiamo che i dehors non rappresentano solo fonte di lavoro, ma anche una modalità di controllo del territorio». Preoccupazione crescente per le possibili restrizioni temporali: «Le autorizzazioni rilasciate ad oggi dalle Belle Arti impongono già vincoli temporali per i dehors, dal primo aprile al 31 ottobre».