SIENA - C'è chi è convinto che Villa Brandi, lasciata in eredità allo stato dal critico d'arte, sia sottoutilizzata. E con essa, non siano esaltati a dovere dalla città il nome e la fama di una delle figure più importanti del panorama culturale del Novecento. Un precursore delle più moderne teorie in materia di restauro e conservazione dei beni culturali. "E' vero - esordisce il soprintendente Bulian - villa Brandi va assolutamente recuperata e non tanto come spazio fisico ma come centro di grande rilevanza culturale nel nome di un uomo di fama mondiale. Villa Brandi deve diventare un centro internazionale, punto di riferimento generale per quelle discipline di cui Brandi è stato il geniale fautore, di quelle teorie che tutto il mondo ha adottato. Gli scritti teorici di Brandi sono tradotti in tante lingue, prezioso insegnamento in Cina e in Russia, esempio universale per la tutela dell'arte. Le sue teorie sulla salvaguardia del paesaggio assolutamente attuali. E questi messaggi vanno recuperati e valorizzati. La villa potrebbe diventare un centro per la formazione sui beni culturali, sul restauro, un laboratorio permanente per master su molti settori, fino alle fonti energetiche alternative. Stiamo presentando un progetto in questo senso alla Fondazione Mps che oltretutto ha già mostrato elevata sensibilità in questo campo con il recente accordo stipulato con il Ministero beni culturali".