Valore inestimabile, avevano scoperto unarea archeologica sconosciuta -------------------------------------------------------------------------------- Avevano scoperto e depredato un sito archeologico del periodo imperiale e tardo repubblicano: scavi clandestini con aratri, vanghe, perfino ruspe che hanno distrutto centinaia e centinaia di reperti. Tre "tombaroli" romani incensurati, tutti professionisti con una buona posizione sociale sono stati identificati e denunciati dagli uomini del comando provinciale delle Fiamme Gialle che hanno recuperato ben seimila pezzi di valore inestimabile: colonne asportate da un mausoleo, colonnine di travertino dipinto, mosaici a tessere colorate, vasellame in ceramica, bassorilievi, anfore finemente lavorate. Impossibile calcolare il prezzo che avrebbero raggiunto sul mercato clandestino ma si parla, comunque, di centinaia di migliaia di euro. Lennesima dimostrazione che il mercato dellarte rubata continua ad essere floridissimo, uno degli affari più lucrosi della mala romana. Linchiesta degli uomini del capitano Giuseppe Conteduca è scattata da una serie di controlli nella zona est della periferia capitolina, unarea molto estesa, tra lVIII e il V municipio, che arriva fino a Mentana e Monterotondo e dove la soprintendenza ha già individuato numerosi siti archeologici "ufficiali". Ma i tombaroli, stavolta, non hanno depredato scavi già aperti o necropoli catalogate: con una tecnica che sembra risalire a molti anni fa, hanno scoperto giacimenti sotterranei di reperti, in alcuni terreni privati, che nessuno aveva mai localizzato in precedenza. A quel punto è scattata la razzia: notte dopo notte, i tombaroli si sono messi al lavoro come un esercito di conquista devastando sistematicamente tutto quello che trovavano alla ricerca dei pezzi migliori e più facili da vendere. Gli uomini della guardia di finanza, arrivati sul posto dopo una serie di controlli effettuati anche con gli elicotteri, hanno trovato la terra smossa di recente e frammenti di marmo e di coccio dappertutto. Su disposizione del magistrato, gli investigatori non possono rendere nota lesatta ubicazione dellarea archeologica. I militari, comunque, si sono appostati nella zona per diverse notti e, con i binocolo a raggi infrarossi, hanno osservato, a distanza, il commando che arrivava sul posto e lo hanno bloccato. I tre tombaroli avevano un vero e proprio museo clandestino in casa e gli investigatori sono ora alla ricerca dei complici (presumibilmente stranieri) che avrebbero piazzato i reperti sul mercato clandestino.