Entro lanno sarà lanciato il bando di vendita, gli introiti previsti sono 35 milioni La soprintendenza: "Salviamo la facciata" -------------------------------------------------------------------------------- Appartamenti al posto del Comunale. Il destino del teatro dopera fiorentino, dopo il trasloco alle Cascine, sarà la demolizione e la trasformazione in un condominio di lusso. A sancirlo, un numero. Il 6. E quello relativo alla classe con cui ledificio di corso Italia è stato iscritto alle carte urbanistiche. Indica immobili pronti allabbattimento per la realizzazioni di abitazioni. «Pensiamo di lanciare il bando di vendita dellimmobile entro la fine dellanno - annuncia lassessore comunale allurbanistica Gianni Biagi - abbiamo inserito nel bilancio del 2008 la previsione degli introiti derivanti dalloperazione, 35 milioni di euro»: saranno reinvestiti nelloperazione Parco della musica e della cultura alle Cascine, dietro lex stazione Leopolda. Macerie. Una demolizione che chiuderà unera e ne aprirà unaltra. Si ridurranno in polvere le mura che sono state la casa fiorentina di grandi direttori come Zubin Mehta e Riccardo Muti, che hanno delimitato uno dei templi della lirica italiana dove le più grandi bacchette - da Karayan a Giulini a Bernstein a Ozawa a Abbado a Furtwaengler - sono salite sul podio, nel luogo dove la Callas sconvolse i melomani dei primi anni Cinquanta con il suo strepitoso debutto in Italia, dove la Tebaldi ha strappato ovazioni interminabili, dove i più grandi artisti del Novecento - da Oskar Kokoschka a De Chirico - hanno realizzato scenografie memorabili. E dove ha abitato uno dei più importanti festival dEuropa, secondo solo a Salisburgo: il Maggio Musicale. La soprintendenza, però, mette le mani avanti. E annuncia prescrizioni: «Chiederemo che la facciata, a ricordo di un luogo storico della città venga mantenuta» dice Paola Grifoni. Secondo la vecchia legislazione, il Comunale - come tutti gli edifici pubblici con oltre 50 anni di vita - era vincolato ope legis «ma il nuovo codice dei beni culturali prevede che il Comune richieda alla soprintendenza una verifica di interesse storico-artistico in caso, ad esempio, di vendita. E in quella sede potremmo subordinare lalienazione dellimmobile alla conservazione della sua parte esterna. Linterno è invece una somma di rifacimenti, gli ultimi risalgono al 1966, in seguito allalluvione: certi arredi però andranno conservati, come i lampadari, firmati Venini». Nessuna preoccupazione per la fuoriuscita di amianto durante la demolizione, «le tecnologie di oggi consentono operazioni simili senza danni» spiega Biagi. Ieri il consiglio comunale riunito in seduta speciale ha dato lultimo ok al progetto del nuovo teatro alle Cascine: latto è passato con 24 voti a favore e 10 astenuti. Il 27 marzo, a Roma, prenderà il via la conferenza dei servizi. Ma il ricorso al Tar del Lazio presentato dalla Gia.Fi, la ditta seconda classificata al bando di gara con il progetto dellarchitetto fiorentino Marco Casamonti, incombe come una spada di Damocle sullavvio dei lavori. La sentenza, che avrebbe dovuto essere espressa ieri, è stata rinviata al 16 aprile.