Amorini e ritratti riprodotti in foto nel peristilio di Villa San Marco. I Borbone li staccarono e ora sono al Museo Archeologico -------------------------------------------------------------- Un primo passo per restituire attrattive alle ville di Stabiae. Se al tempo dei Borbone non fosse stato in uso il prelievo con taglio di pezzi di affreschi dagli scavi archeologici, non avremmo avuto un museo a Napoli che conta più di un migliaio di visitatori al giorno con qualsiasi stagione. Ma non si sarebbero create "Pompei minori" con tanta faciltà. Da domani la Villa San Marco di Castellammare di Stabia tornerà a essere leggibile. La soprintendenza archeologica di Pompei di Pier Giovanni Guzzo riporta virtualmente gli affreschi nei luoghi originari: ventidue pitture staccate nella primavera del 1752 e trasferite prima nella Reggia di Portici e poi al Museo Archeologico di Napoli, sono state riprodotte fotograficamente e, laddove è stato possibile stabilirne esattamente la collocazione, poste nuovamente a Stabiae nel grande peristilio di Villa San Marco. Lintervento, curato dai restauratori dellUfficio Scavi Pasquale Esposito, Luigi Giordano e Teresa Squillanti, coordinato dal direttore del restauro Antonino Fattorusso e dalla responsabile di zona Giovanna Bonifacio, riguarda medaglioni con paesaggi marini, alberi, amorini e cigni oltre a personaggi maschili e femminili in corteo - tra i quali appartenenti alla famiglia giulio-claudia. Le riproduzioni montate su supporto in alluminio sono dello studio Lupoli. Per le prossime feste Pompei, Ercolano, Oplontis, Boscoreale e Stabia resteranno aperti anche nei giorni di Pasqua e lunedì in albis dalle 8.30 alle 17 (ultimo ingresso alle 15.30). NellOrto botanico del sito archeologico di Pompei è in corso la mostra didattica di essenze e profumi, con punto vendita, "Profumi e semine di primavera". Dal 25 al 31 marzo, "Settimana della cultura", lingresso ai siti della soprintendenza sarà gratuito. (s.cer.)