Mostre - La bellezza ritrovata delle tavole smarrite Resterà aperta fino al 6 luglio prossimo "Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg", la splendida mostra che si tiene a Siena presso il Complesso museale Santa Maria della Scala e la Pinacoteca Nazionale e promossa dal Comune di Siena, dal Lindenau Museum di Altenburg, dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto, dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali. La rassegna è curata da Miklos Boskovits e Johannes Tripps. Iniziamo intanto col riportare cos'è il Lindenau Museum che ospita ormai da un secolo e mezzo una prestigiosa raccolta di dipinti di maestri italiani (la raccolta può vantare opere dei massimi artisti tipo Masaccio, Filippo Lippi, Botticelli, Perugino, oltre che altri grandi maestri dell'Italia settentrionale): fondato da Bernhard August von Lindenau (nato nel 1779 e morto nel 1854), importante uomo di stato (fu uomo politico e ministro del principato di Sassonia-Gothe-Altenburg), scienziato di storia naturale, amatore d'arte e filantropo, collezionista, attivo in Sassonia e in Turingia, grazie alle sue lungimiranti volontà testamentarie, le collezioni da lui realizzate nel corso della sua vita non furono vendute e rimasero a disposizione della città di Altenburg affinché servissero ad educare i giovani e dilettare gli anziani. Dal 1848 in poi, queste furono aperte al pubblico nella prima sede del museo, al Pohlhof. La nuova sede del museo, situata ai piedi dello Schlosspark, fu costruita tra il 1874 e il 1875. Essa ospita non solo le collezioni storiche messe insieme da August von Lindenau, ma anche molti pezzi nuovi del Diciannovesimo e Ventesimo secolo. I visitatori che hanno l'opportunità di andare in questa città-museo, hanno anche la opportunità di visitare mostre tematiche periodicamente rinnovate. Il Museo non è molto noto in Germania e qui in Italia è praticamente sconosciuto, essendo fuori dalle ben collaudate rotte di viaggi turistici, anche se naturalmente è noto agli storici della pittura tardogotica e rinascimentale. E' giusto riportare qui che una equipe specifica di studiosi della Università di Firenze, in collaborazione con esperti tedeschi e americani, da anni sta lavorando alla catalogazione della preziosissima raccolta, avendo così presentato l'esito di parte del suo lavoro (cioè quello relativo ai dipinti fiorentini del Lindenau Museum nel 2005 a Firenze, nell'ambito di una mostra che offriva al pubblico una ampia scelta di opere da quel settore della collezione). Ora è la volta dei dipinti senesi e toscani ed in particolare di quegli artisti che si sono formati in contatto con l'arte senese; si presenta così, allora, il catalogo scientifico di più di cinquanta dipinti, sempre in occasione della esposizione di una trentina di tavole che, dopo aver preso la strada del mercato nell'Ottocento, tornano momentaneamente in patria. Si tratta di dipinti che integrano felicemente i tesori delle pur ricche raccolte artistiche della città e che anzi, non di rado facevano parte delle pale di altare tuttora custodite nelle chiese o nella Pinacoteca di Siena (ecco la motivazione del perché questa mostra sia memorabile, in quanto non solo presenta opera di immensa bellezza mai viste prima, ma farà scoprire a chi ne godrà la vista quei aspetti nuovi della produzione artistica senese che la caratterizzarono negli anni del suo massimo fiorire). Dunque è proprio dal Lindenau Museum, nel cuore della Turingia, che per estensione è tra le più piccole regioni della Germania, che inizia un ideale viaggio di ritorno per la storia di una delle più straordinarie e meno note raccolte di dipinti italiani, in buona parte attribuiti a maestri senesi e toscani, del periodo gotico e rinascimentale (appunto, la collezione del barone Bernhard August von Linenau). La raccolta si racconta a noi in una mostra sì piccola per dimensioni, ma grande per ricchezza e spunti di contenuti, collezione questa riunita nel corso della prima metà del secolo Diciannovesimo e poi donata -come già annunciato sopra- alla città tedesca che gli ha dato i natali, raccolta che da alcuni anni è al centro di studi sistematici che ne hanno permesso la catalogazione della parte più consistente, ossia quella rappresentata dalle tavole toscane. Così "Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg" è l'occasione per ammirare per la prima volta in Italia simile collezione e in particolare uno dei suoi nuclei più significativi, a cui appartengono i capolavori dei maestri senesi Guido da Siena (grande predecessore di Duccio), di capiscuola del Trecento quali Lippo Memm e, Pietro Lorenzetti, Sano di Pietro, di artisti dell'epoca tardogotrica e rinascimentale quali Giovanni di Paolo e Matteo di Giovanni, Martino di Bartolomeo o di manieristi quali Domenico Beccafumi. Ben pochi musei al mondo, fatta eccezione per della Pinacoteca Nazionale di Siena, possono vantare un insieme così ricco e prezioso di opere senesi come quello di Altenburg che possiede tavole di notevolissimo interesse, sia per la loro intrinseca qualità artistica sia perché in grado di chiarire aspetti meno noti della produzione pittorica senese tra il Tredicesimo e il Sedicesimo secolo. E proprio per l'affinità che lega queste due tra le più imponenti raccolte di dipinti italiani di questo periodo, data l'occasione, pure la Pinacoteca Nazionale di Siena -col suo straordinario patrimonio artistico- è divenuta parte integrante del percorso espositivo allestito presso il Complesso museale di Santa Maria della Scala (è uno tra i più antichi ospedali europei e dei primi esempi di xenodochio. Da diversi anni ha esaurito le proprie funzioni sanitarie ed è stato oggetto di una importante operazione di recupero a fini museali e culturali. Il grande complesso, situato nel cuore di Siena davanti alla Cattedrale, conserva straordinariamente integre le testimonianze di mille anni di storia, restituendo un percorso che, dall'età etrusca e romana, dal Medioevo al Rinascimento, giunge ininterrotto sino a noi). Per tutto il periodo della rassegna infatti ospiterà, nella propria sala mostre, la straordinaria pala di Bartolo di Fredi raffigurante l'Adorazione dei Magi, finalmente ricongiunta alla predella originaria proveniente dal Altenburg, ed altri capolavori di grande pregio fra cui una Crocifissione di Pietro Lorenzetti. Infine tra le curiosità legate alla rassegna è da segnalare la nuova ricostruzione della pala di Guido da Siena con Storie di Cristo proveniente da Badia Ardenga e la ricostruzione del magnifico polittico di Lippo Memmi, già nella chiesa di S. Paolo a Ripa d'Arno a Pisa e oggi diviso tra cinque diversi musei d'Europa. La selezione di opere di autori senesi è stata poi integrata con alcune tavole di pittori attivi a Siena, tra cui il raffinato trecentesco lucchese Angelo Puccinelli, il lucchese Michele Campanti, artista affascinante del secondo Quattrocento e Liberale da Verona, maestro che aveva esercitato un notevole influsso sugli orientamenti della pittura senese nella seconda metà del Quattrocento.