Cronaca Roma La GdF ha denunciato tre romani e messo i sigilli agli scavi abusivi Un'articolata operazione della Guardia di Finanza di Roma a tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico ha permesso il recupero di migliaia di reperti di interesse storico frutto di scavi abusivi in ville romane, e portato alla denuncia di tre 'tombaroli'. Nel corso delle consuete attività di controllo del territorio le fiamme gialle avevano rilevato che in alcune aree di presumibile interesse archeologico ad est di Roma erano in corso lavori di scavo non autorizzati. I primi riscontri, effettuati sul posto dai militari insieme al personale della competente soprintendenza per i beni archeologici di Roma, hanno confermato il valore storico-artistico dei siti oggetto di scavo abusivo nonchè il rilevante interesse archeologico di alcuni pezzi affioranti dal terreno ed abbandonati. Circostanza che ha fatto pensare al "furto" di reperti di valore ancora più alto. L'attività info-investigativa ha poi consentito di risalire all'identità dei responsabili dello scavo, e di effettuare un blitz in alcune residenze ed immobili, anche di lusso, nella loro disponibilità: sono stati così rinvenuti e sequestrati circa 6.000 pezzi di assoluto valore storico ed artistico che facevano ''bella mostra" tra gli arredi delle abitazioni perquisite. Per i responsabili, tre cittadini romani, è scattata la denuncia alla competente autorità giudiziaria. Oltre ai siti dove erano stati ritrovati i reperti provenienti dagli scavi abusivi, sono stati sequestrate colonne originariamente collocate in un mausoleo, colonnine in marmo di travertino dipinto, mosaici a tessere colorate, bassorilievi, anfore finemente lavorate, vasellame in ceramica: tutti pezzi di inestimabile valore storico-archeologico risalenti al periodo imperiale e taaardo-repubblicano che, se immessi sul mercato illegale, presumibilmente straniero, avrebbero fruttato diversi milioni di euro. Sono in corso ulteriori investigazioni finalizzate a verificare eventuali attività di commercio illegale di tali reperti da parte dei denunciati o di eventuali complici di origine straniera. I tre responsabili, residenti a Roma, sono stati denunciati a piede libero all'autorità giudiziaria per violazione della normativa sulla tutela dei beni artistici ed archeologici e per ricettazione.