Nuovo importante recupero della sezione archeologica dei Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico diretta dal capitano Massimiliano Quagliarella. Operazione che ancora una volta porta alla ribalta nei panni di spregiudicato collezionista di cimeli antichi un imprenditore romano, titolare di una piccola impresa edile. Nella sua abitazione in città e nella sua villa a Nazzano è stato rinvenuto, tra gli altri reperti, un ricco assortimento di frammenti di preziose decorazioni di stucco, sottratti in due riprese dal cantiere di scavi della villa di Traiano ad Arcinazzo: nel 1999, quando lesplorazione del sito era appena iniziata con esiti clamorosi, e nel 2002 mentre gli archeologi completavano lo sterro di un piccolo ambiente di rappresentanza a fianco del triclinio imperiale, dal quale continuavano a riemergere schegge di lussuosissimi arredi. Dopo averli acquistati sul mercato clandestino, attraverso un circuito di traffici e mediazioni che, secondo gli inquirenti, avrebbe preso le mosse da una banda di ladri darte di S. Maria Capua Vetere, il costruttore si è divertito a rimontarli come in un puzzle, incollando i motivi che aveva ricomposto su delle lastre di plexiglass, che poi appendeva alle pareti o sopra il caminetto. Un trattamento incauto e disinvolto che ha strappato ieri, durante la consueta conferenza di presentazione dellindagine, parole sdegnate al sottosegretario alla Cultura Danielle Mazzonis, al comandante del nucleo, generale Giovanni Nistri, e a due portavoce della Procura di Roma. Ma soprattutto alla soprintendente del Lazio, Marina Sapelli, e allarcheologa Maria Grazia Fiore, che ha condotto lo scavo di Arcinazzo. Già, perché al adilà del loro valore venale, stimato in circa 500 mila euro, quei pezzi trafugati alla villa di Traiano e poi rimontati in così malo modo come quadretti qualunque, sono in realtà rarissime testimonianze del fasto architettonico che domina la capitale dellImpero dal regno di Nerone in poi. Si conoscono pochi altri esempi di sculture in stucco così raffinate: sulle vesti e sulle capigliature delle statuine di dei e fauni che costellavano pavimenti e soffitti della domus di Arcinazzo, usata da Traiano durante le sue battute di caccia, restano ancora tracce di una costosissima doratura.
LAZIO - Recuperate preziose decorazioni della Villa di Traiano ad Arcinazzo
Un imprenditore romano, titolare di una piccola impresa edile, è stato arrestato per aver trafugato reperti archeologici dalla villa di Traiano ad Arcinazzo. I reperti, tra cui decorazioni di stucco, sono stati rinvenuti nella sua abitazione e nella sua villa a Nazzano. Gli inquirenti hanno scoperto che i reperti erano stati acquistati sul mercato clandestino e che il costruttore si era divertito a rimontarli come in un puzzle, incollando i motivi su lastre di plexiglass. L'indagine ha portato a parole sdegnate da parte di vari funzionari, tra cui il sottosegretario alla Cultura, il comandante del nucleo e la soprintendente del Lazio.
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