ROMA GLI ECOMOSTRI, basta con gli scempi che deturpano il Bel Paese. Non meno dei monumenti, i paesaggi impreziosiscono lItalia e in quanto tali vanno difesi e tutelati. E vanno protetti anche il patrimonio immobiliare pubblico e le opere darte, la cui circolazione non può avvenire come quella di merci qualsiasi. Punta a questo la riforma del Codice dei beni culturali e del paesaggio approvata ieri dal consiglio dei ministri. «E il mio ultimo atto come ministro dei Beni culturali. Un atto di cui sono orgoglioso - sottolinea Francesco Rutelli - destinato a dare ordine, pulizia, certezza nella gestione del paesaggio. Perché quando parliamo del paesaggio, parliamo anche del rapporto complesso tra trasformazione e tutela, con la dovuta attenzione ai valori incancellabili del Bel Paese». UNA STRUTTURA apposita, con quindici milioni di euro a disposizione, aiuterà i comuni a liberarsi da ecomostri e costruzioni abusive. La riforma prevede una serie di modifiche al vecchio Codice varato dal ministro dei Beni culturali del governo Berlusconi, Giuliano Urbani. «In particolare, per quanto riguarda il paesaggio, le nuove norme - spiega Rutelli partono dalla recente sentenza della Corte costituzionale che definisce il paesaggio come un bene assoluto da tutelare da parte dello Stato». E aggiunge: «E una materia sulla quale si è appuntata negli ultimi anni una vasta preoccupazione. E le nuove norme hanno grande importanza per scongiurare il pericolo di nuove villettopoli». Il nuovo codice punta sulla pianificazione e introduce la collaborazione obbligatoria tra Stato e Regioni per i piani che riguardano i beni paesaggistici. ACQUISTA maggiore importanza il ruolo delle Soprintendenze che dovranno emettere un parere «vincolante preventivo sulla conformità dellintervento ai piani paesaggistici e ai vincoli». Maggiore tutela, dunque, ma accelerando i tempi delle decisioni. Così, i pareri delle Soprintendenze dovranno arrivare in quindici giorni e non più in sessanta. E Rutelli precisa: «Più tutela, ma senza confusioni e aggravio burocratico». E annuncia la creazione di una struttura tecnica, presso il ministero dei Beni culturali. «Servirà per liberare dagli edifici mostruosi il nostro paesaggio, fatti in violazione delle norme urbanistiche, e avrà a disposizione quindici milioni di euro lanno, previsti dalla Finanziaria 2008». IL NUOVO codice, che diventerà legge dello Stato dopo la firma del capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, fissa nuove norme anche per quanto riguarda i beni culturali. Come prima cosa, non saranno più assimilabili a semplici merci e verrà esercitata una più forte tutela per quanto riguarda la loro circolazione internazionale. Viene confermata, inoltre, la disciplina della Convenzione Unesco del 1970 contro lillecita esportazione dei beni culturali e sulle azioni per ottenerne la restituzione. E ancora, il testo fissa nuove regole anche per la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico nellipotesi di dismissione o di uso per valorizzazione economica. E prevede, nel caso in cui tali regole non venissero rispettate, il blocco immediato della dismissione. PLAUDONO alle nuove norme le associazioni che da sempre si battono per la tutela del patrimonio italiano, ambientale e artistico. «Da oggi la (sopravvissuta) bellezza del paesaggio italiano - sottolinea Giulia Maria Crespi, presidente del Fai, Fondo per lambiente italiano - guarda al futuro con maggiore serenità, ritornando così a essere uno degli assi portanti sui quali rilanciare limmagine, il turismo e leconomia del nostro Paese». E Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, esprime uguale soddisfazione, e in particolare considera «un risultato importante lassistenza ai comuni per la demolizione degli economostri, con la speranza che serva a liberare tante zone di pregio sparse lungo la penisola, ancora sfregiate da orribili strutture di cemento». E il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, annuncia con soddisfazione che, con con il nuovo Codice, saranno protetti anche gli alberi monumentali.
CODICE - Varato il Codice di tutela del paesaggio. Addio ad abusi e villettopoli
Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha annunciato la riforma del Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvata dal consiglio dei ministri. La riforma prevede una serie di modifiche, tra cui la tutela del paesaggio come bene assoluto da tutelare da parte dello Stato, la collaborazione obbligatoria tra Stato e Regioni per i piani che riguardano i beni paesaggistici, e la creazione di una struttura tecnica per liberare dagli edifici mostruosi il nostro paesaggio. La riforma prevede anche nuove norme per la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico e per la tutela dei beni culturali.
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