«Vista la valenza ambientale del sito, la scarsa qualità architettonica degli edifici e limpatto paesaggistico dellarea - seppur temporaneo ma di lunga durata - le opere non risultano compatibili in ambito lagunare». Recitava così, esattamente un anno fa, il parere negativo della Soprintendenza firmato da Renata Codello, Claudio Menichelli e Alberto Lionello. Un «no» secco che lasciava alla fine una via duscita: «Si potranno realizzare solo nel caso in cui venisse dimostrata lassoluta necessità della loro realizzazione in detto sito relativemente alle superiori esigenze di salvaguardia». La dimostrazione è arrivata ieri in due paginette in cui si dimostrava la «non praticabilità» delle soluzioni alternative. Niente colonie della Morosini e nemmeno la nave ancorata al largo, come aveva proposto qualche consigliere. Risultato, il contestato progetto del cantiere per gli operai è passato con soli tre voti contrari. Non è stato necessario nemmeno presentare la relazione paesaggistica in unarea sottoposta a ben quattro vincoli abinetali. «Lo chiediamo ai cittadini che presentano la domanda per unaltana, un motocondensatore o una finestra», dice Tullio Cambruzzi, il rappresentante del Comune che ha votato contro insieme a Stefano Boato (ministero dellAmbiente) e a un funzionario della Regione. «Così», continua Cambruzzi, «non è possibile verificare le ricadute ambientali di un progetto che si configura come un vero villaggio per 500 persone». Nella relazione che accompagna il progetto, Consorzio Venezia Nuova e Magistrato alle Acque assicurano che le strutture saranno «appoggiate» al terreno e che alla fine dei lavori tutto verrà ripristinato. Lo stesso sistema con cui era stato approvato, qualche mese fa, lenorme cantiere per i cassoni di calcestruzzo «appoggiato» sulla spiaggia e il mare di Santa Maria del Mare. Dovera il centro della Caritas saranno costruiti prefabbricati, mense servizi, con il sistema fognario, acqua, luce e gas. Un anno fa il progetto era stato bocciato, poi ritirato dal Magistrato alle Acque. Ma nel frattempo il progetto Mose è andato avanti. Il Consorzio ha ottenuto altri 400 milioni di euro dal Cipe e prosegue con i cantieri «collaterali». La grande opera che ha lappoggio del centrodestra e la non opposizione di larga parte del centrosinistra corre veloce. E le autorizzazioni vengono concesse, come in questo caso, superando polemiche e vincoli. La storia dei pareri dati dalla Salvaguardia sul Mose è sempre stata tormentata. Da quando, nel 2004, lorganismo aveva approvato il progetto definitivo del Mose dopo che il Comitatone presieduto da Berlusconi aveva già dato il suo via libera. In quella sede i rappresentanti del Comune se nerano andati per protesta. Era stata inserita anche la clausola di costruire i cassoni in calcestruzzo in laguna, per «favorire loccupazione». E il progetto dei cassoni è stato approvato e impugnato al Tar. Per la cronaca, nella commissione di Salvaguardia ieri ha votato ancora larchitetto Leda Polo, la cui nomina risale al governo Berlusconi. Il consigliere Danella nominato dal governo Prodi, a cui il Consiglio di Stato ha dato ragione, non ha ancora avuta firmata la nomina dal presidente della commissione di Salvaguardia Giancarlo Galan.
VENEZIA - "Opere non compatibili in laguna"
Il progetto del cantiere per gli operai a Venezia è stato approvato con tre voti contrari. La Soprintendenza aveva già espresso un parere negativo per la valenza ambientale del sito e la scarsa qualità architettonica degli edifici. Il Consorzio Venezia Nuova e Magistrato alle Acque hanno presentato una relazione che afferma che le strutture saranno appoggiate al terreno e che alla fine dei lavori tutto verrà ripristinato. Tuttavia, i cittadini hanno espresso preoccupazioni per le ricadute ambientali del progetto. Il progetto è stato approvato nonostante le polemiche e i vincoli.
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