Chiuso il carrozzone Firenze Mostre, per anni sotto accusa per i buchi di bilancio che Palazzo Vecchio era costretto a ripianare, la nuova Fondazione doveva dare il via, grazie allingresso dei capitali privati, allautofinanziamento del sistema. Che avrebbe dovuto, progressivamente, aver sempre meno bisogno dei finanziamenti pubblici. Soprattutto, che avrebbe dovuto non correre più neppure il rischio di bilanci negativi organizzando mostre importanti, anzi, eventi. Tutti però rigorosamente programmati e pubblicizzati con lanticipo necessario a regalare alla città (e allevento stesso) quella marcia in più che da troppo tempo ormai Firenze aveva perso. Tutti tenendo ben presente il budget a disposizione, senza voli pindarici, dettati magari dallentusiasmo artistico-culturali di un direttore artistico. La ricetta della Fondazione doveva basarsi - così come messo nero su bianco dagli stessi fondatori sul fatto che a Firenze mancava una «realtà che per capacità organizzative e prestigio culturale possa porsi a livello delle grandi istituzioni non museali internazionali». E sulla brochure di presentazione si legge ancora: «ad oggi quattro metropoli - New York, Parigi, Tokyo e Londra - si contendono la palma di polo mondiale delle esposizioni darte; altre città europee, tra le quali Vienna, Bilbao e Amsterdam sono però riuscite ad acquisire visibilità grazie a un ingente livello di investimenti coordinato con una adeguata attività di promozione». E ANCORA: «Lobiettivo è riuscire ad attrarre almeno 300mila visitatori allanno; a titolo di esempio nel 2005 in Italia, oltre 150 mostre hanno registrato oltre mille visitatori, ma solo sette hanno superato il numero di 200mila, livello che viene giudicato minimo per il pareggio dei conti di una mostra importante per preparativi ed investimenti». Quellobiettivo, finora, è stato raggiunto da una sola mostra: quella su Cézanne. Il 2008, invece, con la mostra sulla Cina mai vista rischia di non raggiungere lobiettivo. Di fatto, lapporto dei privati nella nuova Fondazione non è poi così rilevante. Su un bilancio triennale di 8 milioni di euro, i privati contribuiscono con un milione e 500mila euro. La grande rivoluzione, insomma - la sensazione è diffusa - va avanti ancora solo per gli ingenti contributi dei tre soci istituzionali (Comune, Provincia e Camera di Commercio), ognuno dei quali si è impegnato a corrispondere per il triennio 2006 -2008 una cifra pari a 2 milioni e 400mila euro ciascuno, la Fondazione non avrebbe risorse. LOPERAZIONE Strozzi, quindi, non è ancora riuscita a svincolarsi - supermanager compresi dal supporto delle istituzioni. Sul tema poi dei finanziamenti messi a disposizione della Fondazione cè anche chi - da lontano - osserva: «Firenze mostre, la precedente struttura, non ha mai avuto la disponibilità di cassa di cui dispone quella attuale». Commento stringatissimo quello dellex presidente di Firenze Mostre, Giorgio Bonsanti, il quale, però, preferisce non aggiungere altro. LALTRA SPINA nel fianco della Fondazione resta il Forte Belvedere. Nelle intenzioni dei soci istituzionali Palazzo Strozzi avrebbe dovuto avere anche il compito di restituire alla città le mostre darte contemporanea che la grande terrazza sulla città può ospitare in modo egregio. Invece fino a questo momento la Fondazione si e letteralmente rifiutata di farsi carico di quella struttura. Troppo oneroso - è stato detto più volte - aprire il Forte? troppa costosa lorganizzazione di grandi mostre. Servono capitali e programmazione più ampia. E da Palazzo Vecchio, così come dalla Provincia e dalla Camera di Commercio, non sono arrivate proteste. Ma non avrebbe mai tollerato lo stesso da Firenze Mostre. Anzi proprio lorganizzazione di eventi in quella sede ha contribuito in varie occasione ad affossarne i bilanci.
FIRENZE - Palazzo Strozzi, dai privati solo il nome
La Fondazione Palazzo Strozzi è stata chiusa per anni a causa dei buchi di bilancio, ma è stata riaperta grazie all'ingresso di capitali privati e all'autofinanziamento del sistema. L'obiettivo è raggiungere 300mila visitatori all'anno, ma finora è stato raggiunto solo con una sola mostra su Cézanne. I contributi dei privati sono stati limitati a 1,5 milioni di euro su un bilancio triennale di 8 milioni di euro. I tre soci istituzionali (Comune, Provincia e Camera di Commercio) hanno contribuito con 2,4 milioni di euro ciascuno.
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