CAGLIARI. «La visita a Roma per Tuvixeddu è stata fruttuosa e rassicurante», ha affermato ieri l'assessore regionale alla Cultura Maria Antonietta Mongiu commentando l'incontro tenuto venerdì sera al ministero della Cultura, con anche il governatore della Sardegna Renato Soru e il dirigente regionale delle sovrintendenze Elio Garzillo. Detta al di fuori del linguaggio politico significa che la Regione potrà avere l'aiuto dello Stato centrale per risolvere la questione (per acquisire tutto il colle?), qualora il Consiglio di Stato non accettasse il ricorso presentato dal governo dell'isola. Dopo la sentenza del Tar, che ha annullato l'allargamento del vincolo a tutto il colle e ripristinato quello precedente, la Regione è entrata in fibrillazione. Il tribunale amministrativo ha infatti demolito, su questo argomento, le fondamenta dell'operato del governo dell'isola. Da qui la richiesta di un vertice a Roma col quartier generale del ministero: per capire se l'interpretazione del codice Urbani, che sta alla base del lavoro della commissione regionale al Paesaggio, è stata corretta (il fatto che poi questo organismo sia stato annullato dal Tar per irregolarità burocratiche nella sua costituzione è un altro discorso). A Roma la Regione ha consegnato tutti i documenti legati alla questione-Tuvixeddu e c'è stato uno scambio sul modo di operare. «Noi siamo stati lodati per la tutela che abbiamo fatto del paesaggio - commenta la Mongiu - e incoraggiati a proseguire su questa strada». Il presidente Soru ha difeso a Roma con convinzione l'operato e sottolineato la volontà di proseguire in quanto non si tratta di una questione economica, e sottolineato che l'amministrazione è disposta anche a comprare tutto il territorio, se necessario. La storia passata racconta di un accordo di programma firmato nel 2000 dalla Regione, dal Comune e dalla Coimpresa per la realizzazione di una lotizzazione integrata: un parco di venti ettari e, in un'altra zona (in via Is Maglias), quattrocento appartamenti, più nel colle di Tuvixeddu altre edificazioni per l'università. Poi c'è stata (nel 2006) l'approvazione del piano paesaggistico regionale (Ppr) e l'inclusione di Tuvixeddu nella fascia di protezione. Infine, all'inizio del 2007, l'intervento della Regione per bloccare le lottizzazioni che si stavano per realizzare ai lati del colle di Tuvixeddu. Stop voluto sulla base delle nuove normative sul paesaggio (come valore culturale non commercializzabile) previste dal Codice Urbani, legge dello Stato del 2004. Ma le modalità di realizzazione di questo provvedimento sono state tutte cassate - come accennato - dal Tar. Poi la Regione ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. E, nei giorni scorsi, quest'ultimo è intervenuto per congelare la situazione dei lavori di via Sant'Avendrace (ripresi dopo lo sblocco): in attesa del pronunciamento sulla sospensiva che si avrà il primo aprile. Il problema che è stato sollevato a Roma è anche quello che il vincolo archeologico del 1997, diretto per le zone archeologiche e indiretto per le altre, non ha funzionato per l'indiretto. Da qui la richiesta del vincolo paesistico. Poi il problema centrale: nel caso che la Regione non vincesse il ricorso al Consiglio di Stato, che fare per bloccare il lavoro delle imprese interessate alle lottizzazione ai piedi del colle? Per il momento non c'è una risposta precisa. Anche se il ministero si è dimostrato disposto ad appoggiare le iniziative che potrebbero essere avanzate dal governo dell'isola. Non ultima l'acquisto di tutta l'area. Nei giorni scorsi Legambiente aveva fatto diverse iniziative per protestare contro la ripresa dei lavori nei cantieri dell'impresa Cocco, in via Sant'Avendrace. E aveva spedito anche un dossier al ministero in cui chiese l'intervento di quest'ultimo. «Per noi - spiega l'assessore Mongiu - non si tratta di fare iniziative contro qualcuno. Affatto, il presidente Soru ha sottolineato che l'importanza di Tuvixeddu, come bene culturale e paesaggistico, non ha prezzo e che la Regione è quindi disposta ad acquistare dai privati l'area. La difesa del paesaggio è un patrimonio di tutti».
SARDEGNA - Il ministro della Cultura salvi Tuvixeddu
L'assessore regionale alla Cultura Maria Antonietta Mongiu ha confermato che la visita a Roma per Tuvixeddu è stata fruttuosa e rassicurante, affermando che la Regione potrà avere l'aiuto dello Stato centrale per risolvere la questione se il Consiglio di Stato non accetta il ricorso presentato dal governo dell'isola. La Regione ha consegnato tutti i documenti legati alla questione-Tuvixeddu e c'è stato uno scambio sul modo di operare. La Mongiu ha anche affermato che la Regione è stata lodata per la tutela che ha fatto del paesaggio e che è stata incoraggiata a proseguire su questa strada.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo